Josh Homme apre a una reunion dei Kyuss: “Sarebbe un modo degno per mettere fine alla band”

E se tornassero i Kyuss?

I Kyuss potrebbero sorprendentemente tornare insieme, o perlomeno l’eventualità non è del tutto impossibile. Intervistato da FCC Free Radio per un podcast dedicato al 25mo anniversario dell’album …And the Circus Leaves Town, il co-fondatore della storica formazione stoner-rock americana disciolta nel 1997, Josh Homme, ha aperto a una reunion del gruppo nella sua lineup originale, e la cosa fa ancora più sensazione vista la disputa legale nata dopo la decisione dei suoi ex sodali di tornare sulle scene nel 2010 col nome Kyuss Lives!.

Nell’intervista, riportata sulle colonne di Consequence Of Sound, l’attuale leader dei Queens Of The Stone Age ha parlato della questione ma non ha escluso la possibilità di un ritorno insieme a John Garcia e Brant Bjork: «La mia filosofia è sempre stata quella di non fare mai una reunion, di non realizzare mai dei sequel – ha affermato Homme – Conta come stanno le cose adesso, non come stavano una volta. Mi sono sempre sentito così. Un’eredità che abbia a che fare con l’essere stati al centro di una scena è qualcosa di fragile, è come una scultura di ghiaccio, e io non voglio essere quello che gli punta l’asciugacapelli contro. Detto questo, io appoggiavo totalmente i Kyuss Lives!, e sarei andato anche agli spettacoli, ma poi vidi quello che stavano cercando di fare e fu terribile. Bisogna portarsi sempre rispetto e dire: “Hey, vogliamo fare questo, e vogliamo discuterne con te”. Una volta Scott Reeder (il bassista del quartetto dal 1993 al 1995, ndSA) mi disse che volevano fare un nuovo album, e io risposi: “Bene, sediamoci e parliamone”».

Cosa non andò bene allora nei Kyuss Lives!? «Il nome che scelsero fu infelice, perché suggeriva che i Kyuss erano ancora vivi, il che non era esattamente ciò che desideravo. All’inizio pensai: “Chi se ne importa”, ma poi scoprii che si erano incontrati all’insaputa di me e Scott e avevano già approntato il marchio per prendersi il nome». La causa – come si sa – fu vinta da Homme, pertanto Garcia e Bjork dovettero abbandonare la sigla Kyuss Lives! per ordine del giudice, che gliene lasciò comunque l’uso per quanto atteneva ai concerti. Nonostante ciò, la band finì presto per cambiare del tutto nome, virando sulla sigla Vista Chino, sotto la quale nel 2013 uscì l’album Peace.

Sulla possibilità di una reunion, il cantante e chitarrista ideatore anche del progetto Desert Sessions  ha affermato: «Voglio essere onesto. A volte ci ho pensato che non potesse finire così e che l’unico modo per mettere la parola fine alla faccenda fosse tornare a suonare insieme. Poiché loro hanno spezzato un’ala a questo bellissimo drago, che – ripeto – è come una scultura di ghiaccio, l’unico modo di rimettere a posto questa cazzo di ala è tornare insieme. Ho pensato, specialmente negli ultimi anni, di fare qualcosa di speciale, un evento per riparare al danno. Potremmo suonare e dare il ricavato in beneficenza, o esibirci per i fan, coprire i costi e farci al massimo cinque dollari. Sarebbe l’unico modo per chiudere bene, perché non è mai stata una questione di soldi o di fama, e quando seppi che ciò che stavano facendo andava proprio in quella direzione fu molto triste».

L’ultimo capitolo delle Desert Sessions, Vol. 11 & 12 (aka rispettivamente Arrivederci Despair e Tightwads & Nitwits & Critics & Heels), è stato pubblicato lo scorso ottobre (recensione su SA di Stefano Solventi). A novembre, Josh Homme ha dichiarato di voler rimettere insieme anche i Them Crooked Vultures, insieme a Dave Grohl e John Paul Jones. Ricordiamo inoltre che lo scorso maggio l’indimenticabile concerto tenuto dallo stesso Homme insieme a Iggy Pop nel 2016, il Live at Royal Albert Hall (già oggetto di un live album) è stato condiviso per lo streaming per la rassegna #stayhome rock #withme.

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