Kanye West cambia nome, elogia Trump al Saturday Night Live (e “Yandhi” non è ancora uscito)

Kanye West, il cambio di nome e i deliri pro-Trump al SNL

Weekend ricco di soddisfazioni e inevitabili polemiche per Kanye West che non avrà distribuito digitalmente il suo nuovo album – Yandhi – come promesso ma è riuscito a sproloquiare un elogio a Trump durante l’ultima puntata del Saturday Night Live condotta da Adam Driver con indosso il famigerato M.A.G.A. (il cappello simbolo della campagna elettorale pro-Trump, Make America Great Again).

West, che ora si fa chiamare Ye (come il suo ultimo album), si è presentato onstage con Lil Pump vestito da bottiglia di Perrier per presentare il fortunato singolo I Love It (pezzo presentato in anteprima ai Pornhub Awards), tornando sul palco altre due volte, la prima per eseguire l’inedito We Got Love in duetto con Teyana Taylor (il pezzo, che contiene un voice memo di Lauryn Hill, era già stato leakato la scorsa estate), la seconda con 070 Shake, Kid Cudi e Ty Dolla $ign (come chitarrista!?) in chiusura di programma per suonare Ghost Town, brano tratto dal suo ultimo lavoro, Ye.

https://www.youtube.com/watch?v=5rJfSHnOZeY

https://www.youtube.com/watch?v=iY8mtLbLeow

Proprio in coda a quest’ultima performance, mentre iniziavano a scorrere i titoli di coda, West si è lanciato in un free form pro-Trump. Il discorso alla fine non è andato in onda ma è stato prontamente catturato in una Instagram story da Chris Rock.

Nell’audio catturato il rapper ribadisce tutti i suoi deliri repubblicani, compresa l’intenzione di candidarsi a Presidente degli Stati Uniti nel 2020 e la sua difesa nei confronti del Presidente dalle accuse di razzismo («Se avessi saputo che lo era, me ne sarei andato dagli USA molto tempo fa»). Ha infine accusato di bullismo il cast del SNL reo di volerlo dissuadere dall’indossare il MAGA. COS segnala che numerose persone del cast non l’hanno presa affatto bene e hanno abbandonato la sala durante il suo discorso, compresi il conduttore Adam Driver e Chris Redd.

https://twitter.com/Reddsaidit/status/1046290234131058690

Nelle ore successive al programma le polemiche sono proseguite via Twitter con l’immancabile Trump ad elogiare nuovamente West in un post.

E il rapper a blaterare di voler abolire il XIII emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America (quello che proibisce la schiavitù e i lavori forzati) salvo poi specificare («the 13th Amendment is slavery in disguise meaning it never ended We are the solution that heals») e ritrattare («not abolish but. let’s amend the 13th amendment») sull’argomento, raccogliendo nel frattempo il disappunto di Lana Del Rey via Instagram.

Su queste colonne, oltre all’ascolto di Kids See Ghosts  – l’omonimo esordio del progetto a quattro mani con Kid Cudi pubblicato a giugno – trovate la recensione dell’ultimo album di West, Ye. L’articolo è firmato da Luca Roncoroni, che ha anche curato un lungo approfondimento sull’artista. Sempre di Roncoroni il libro uscito di recente per Arcana Hip hop. Metamorfosi e successo di beat e rime.

Tracklist

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