La bomba mediatica che ha investito Brian Warner in arte Marilyn Manson dopo le accuse di Evan Rachel Wood (e altre donne) sta avendo ulteriori sviluppi. Intanto perché, è notizia di giovedì, la casa del cantante è stata perquisita da alcuni agenti che nella notte si sono recati alla sua villa su segnalazione di un conoscente preoccupato per la salute dello stesso Manson. Riporta Consequence Of Sound che la casa dell’artista sarebbe stata piena di poliziotti chiamati da un amico del cantante che non riusciva a mettersi in contatto con lui da alcune ore e pertanto ha pensato che potesse essergli successo qualcosa. Sembra che i poliziotti abbiano provato varie volte a suonare alla porta senza ottenere risposta. C’era anche un elicottero a sorvolare la zona.
Ricordiamo che, in seguito alle dichiarazioni di Evan Rachel Wood che hanno dato un nome e un cognome all’autore delle violenze da lei subite, Manson è stato scaricato da Loma Vista, la sua label, e dai cast di American Gods e Creepshow. Inoltre una delle capostipiti del movimento #metoo, Rose McGowan, prendendo le difese dell’attrice, ha esortato chiunque a smascherare e scardinare ciò che lei chiama «La setta di Hollywood, della fama e dell’industria musicale», ovvero il sistema che protegge i predatori sessuali «lasciandoli liberi di agire e rovinare la vita di altre persone». Non solo. Anche Trent Reznor, chiamato in causa per via di un aneddoto contenuto in una vecchia autobiografia del rocker, The Long Hard Road Out of Hell, ha pubblicamente preso le distanze dal musicista ribadendo la falsità dell’aneddoto. Così come pure Wes Borland dei Limp Bizkit si è schierato contro Manson.
C’è stata però, nelle ultime ore, una voce a sostegno del musicista e compositore, quella di un’altra celebre ex del rocker, Dita Von Teese, con la quale egli è stato anche sposato. La donna infatti ha rilasciato una dichiarazione, specificando che nel suo caso niente di ciò che è emerso dalla vicenda Wood le è personalmente accaduto durante i sette anni in cui sono stati assieme (di cui uno circa da sposati, nel 2005). Ma proprio giovedì, in serata, la cantautrice Phoebe Bridgers è entrata con un tweet nel caso: «Sono stata a casa di Marilyn Manson quando ero adolescente – ha scritto l’artista oggi 27enne – Ero una sua grande fan. Mi parlò di una stanza della casa come della “camera degli stupri”. Pensai che si trattasse solo del suo pessimo umorismo da confraternita studentesca e smisi di essere sua fan. Sto dalla parte di chi si è fatta avanti».
TW:
I went to Marilyn Manson’s house when I was a teenager with some friends. I was a big fan. He referred to a room in his house as the “r*pe room”, I thought it was just his horrible frat boy sense of humor. I stopped being a fan.
I stand with everyone who came forward.
— traitor joe (@phoebe_bridgers) February 4, 2021
E in un secondo tweet la Bridgers ha aggiunto: «L’etichetta sapeva, il management sapeva, la band sapeva. Prendere le distanze adesso, fingendo d’essere scioccati e inorriditi, è patetico, cazzo».

L’anno scorso Manson aveva parlato degli effetti della quarantena sulla sua psiche. Risale al 2019 la sua cover di The End dei Doors per la miniserie di The Stand, tratta dal romanzo di Stephen King. Su SA trovate la recensione dell’ultimo album del Reverendo, We Are Chaos e di quello precedente, Heaven Upside Down, a cura di Massimo Padalino.