Massive Attack esultano dopo abbattimento statua Colston

La morte di George Floyd, ucciso dalla polizia di Minneapolis durante un fermo lo scorso 25 maggio, ha scatenato in tutto il mondo manifestazioni contro la violenza perpetuata dalle forze dell’ordine ai danni della comunità nera e delle minoranze. Ad una di queste, manifestanti antirazzisti in marcia per il Black Lives Matter hanno abbattuto la statua dedicata ad Edward Colston – mercante di schiavi del XVII secolo – gettandola nel porto della città.

Il gesto, avvenuto a Bristol lo scorso 7 giugno, ha trovato immediata soddisfazione da parte dei concittadini Massive Attack, che hanno pubblicamente dato il loro supporto ai manifestanti in un post condiviso via Twitter. «Finalmente – scrivono – La statua di Colston non avrebbe mai dovuto diventare un monumento pubblico – aggiungendo, riguardo alle donazioni benefiche del mercante che – una filantropia derivata da crimini contro l’umanità è vuota come la statua stessa».

Quella della formazione di Bristol è una delle tantissime voci del mondo dello spettacolo e della scena musicale che in questi giorni si stanno levando in favore del #BlackLivesMatter.

Riguardo alle vicende di Minneapolis, su SA potete leggere l’articolo di Beatrice Pagni Fine pena mai. L’America di George Floyd è l’America di Marvin Gaye, nonché le ultime prese di posizione di Billie Eilish e Spike Lee. Mentre nella pagina dedicata ai Massive Attack sono presenti recensioni dei dischi della band e una introduzione a cura di Andrea Macrì.

9 Giugno 2020 di Massimo Onza
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Protection
Set
26
1994

Massive Attack

Protection

  • Protection
  • Karmacoma
  • Three
  • Weather Storm
  • Spying Glass
  • Better Things
  • Euro Child
  • Sly
  • Heat Miser
  • Light My Fire (Live)
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Banksy. Al posto della statua di Edward Colston, un’installazione sul suo abbattimento Banksy. Al posto della statua di Edward Colston, un’installazione sul suo abbattimento

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