Il mondo del rap prende le distanze da Tekashi 6ix9ine

Ora si è creato il vuoto intorno a Tekashi 6ix9ine.

In un articolo del New York Times a firma Ali Watkins, la testata americana si chiede quale sarà il futuro a breve termine di Tekashi 6ix9ine, ora che il rapper ha testimoniato nel processo contro due componenti della sua ex gang, vale a dire Anthony “Harvey” Ellison e Aljermiah “Nuke” Mack, accusati di racket e possesso illegale di armi da fuoco. Ellison è accusato anche per il rapimento e il pestaggio dello stesso rapper avvenuti nel luglio 2018.

Il titolo dell’articolo, del resto, è abbastanza esplicito nel contenuto: riuscirà Tekashi a far perdere le sue tracce dopo aver testimoniato contro la temuta banda criminale dei Nine Trey Gangsta Bloods? Ma soprattutto, vorrà farlo? Del resto, lo stesso artista ha dichiarato in una delle sue deposizioni: «Sapevo che sarei diventato un bersaglio. E sapevo che avrebbero provato a farmi del male».

Il rapper, scrive infatti il giornale statunitense, per via delle sue dichiarazioni – rese in tre diversi interrogatori davanti alla corte federale di Manhattan, dopo che a novembre scorso era stato arrestato – è ora considerato una spia dai suoi ex sodali. Non solo. La sua credibililità nel mondo del rap sembra ormai compromessa, visto che sempre il NYT rivela che alcuni artisti, tra cui Snoop Dogg, Future e Lil Durk avrebbero condiviso meme o commenti sul fatto che 6ix9ine – intorno al quale sembra ora essersi creato il vuoto – sarebbe uno “snitch”, uno spione. Anche Meek Mill – riporta la Watkins nel suo pezzo – ha voluto dare un consiglio al giovane collega: «Messaggio del giorno. Non fare il gangsta su internet, sii te stesso».

Nella diatriba è intervenuta anche Minya Oh, nota per essere stata la fondatrice del portale di news sull’universo hip-hop MissInfo.tv ed ex conduttrice della radio Hot 97, che ha detto di considerare la vicenda una specie di «tragicommedia greca»; sull’artista, ora che a quest’ultimo è stata affibbiata l’etichetta di spione, ha aggiunto: «Nessuno vorrà più stargli vicino, dovrà vivere in solitudine e senza poter uscire di casa». Per la Oh, anche le etichette discografiche non vorranno più far collaborare i loro artisti con lui, anche se «tutte pensano che, una volta uscito di prigione, sarà una grande attrazione».

Il NYT riporta anche una dichiarazione di un ex ufficiale dell’FBI che in passato si è occupato anche di casi di criminalità di strada: «A dispetto di quanto siamo connessi al giorno d’oggi e dell’enorme appetito per i contenuti dei social media che c’è in questo paese, esistono posti dove, se questo ragazzo si taglierà i capelli e si vestirà in modo normale, nessuno potrà – e a nessuno importerà – sapere chi egli sia».

L’ultimo album di Tekashi, DUMMY BOY, è uscito lo scorso 28 novembre. Su SA trovate una scheda dettagliata, l’ascolto dell’album e la nostra recensione a cura di Luca Roncoroni.

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