Tekashi 6ix9ine testimone nel processo alla sua ex gang

Tekashi 6ix9ine davanti alla corte federale di Manhattan.

Martedì 17 settembre, Tekashi 6ix9ine è stato interrogato dalla corte federale di Manhattan in merito al suo coinvolgimento in una gang criminale nel processo contro due uomini, Anthony “Harvey” Ellison e Aljermiah “Nuke” Mack, accusati di racket e possesso illegale di armi da fuoco. Ellison è accusato anche per il rapimento e il pestaggio dello stesso rapper avvenuti nel luglio 2018.

La vicenda prende le mosse dall’arresto di Tekashi 6ix9ine – al secolo Daniel Hernandez – avvenuto lo scorso autunno. L’accusa contro i due uomini – per i quali i capi d’imputazione sono associazione a delinquere e possesso illegale di armi, oltre che tentato omicidio, rapina, spaccio e violenze assortite – sostiene che entrambi farebbero parte di una gang, la temutissima Nine Trey Gangsta Blood, circostanza che lo stesso musicista – che si è sempre dichiarato innocente di fronte all’addebito di aver partecipato alle operazioni e al management, e quindi di essere co-responsabile dei reati ascritti – ha confermato nella sua audizione, rivelando anche di aver iniziato a collaborare con le autorità federali il 19 novembre, il giorno dopo il suo arresto.

Nella sua testimonianza, durata circa due ore, il rapper ha raccontato di essere entrato in contatto con la banda perchè voleva che i suoi membri prendessero parte al videoclip per la sua canzone GUMMO: «Volevo restituire quell’estetica», ha spiegato. Il primo componente con cui si sarebbe incontrato risponde al nome di Sego Billy, il quale in seguito lo presentò ad un altro membro, il futuro manager dell’artista Kifano “Shotti” Jordan, e poi – a seguire – a tutti gli altri.

La pubblica accusa, che a sostegno delle attribuzioni ha anche mostrato alla giuria alcuni estratti dai video della stessa GUMMO e di KOODA, ha anche chiesto a Tekashi il significato di alcune parole contenute nei testi, oltre che di riconoscere i suoi ex compagni che appaiono nei due clip.

Il musicista – riporta Pitchfork – ha affermato che fu dopo la pubblicazione di KOODA, nel dicembre 2017, che fu “promosso” al rango di membro ufficiale dei Nine Trey Gangsta Blood. Alla domanda su quali fossero i suoi compiti all’interno dell’organizzazione, ha risposto: «Continuare a sfornare successi e fare così da supporto finanziario per le attività del gruppo». Il cantante ha altresì sostenuto che gli introiti derivanti dalla sua attività artistica servivano anche per l’acquisto di armi da fuoco da parte della gang, e alla domanda su quale contropartita sarebbe stata garantita in cambio del suo impegno ha replicato: «La mia carriera», spiegando che aveva avuto rassicurazioni sul fatto che gli sarebbero state garantite credibilità e protezione.

Gran parte dell’interrogatorio di martedì ha riguardato la richiesta a Takeshi, da parte dell’accusa, di identificare i componenti la banda e spiegare il funzionamento della stessa, con particolare focus sulla terminologia adottata, la cultura e le gerarchie interne. I pubblici ministeri hanno anche mostrato al compositore una sua foto insieme a Mack e a un altro artista, in cui i tre fanno – con le mani – il segno distintivo del gruppo criminale. Tekashi si è giustificato dicendo che stava solo «tentando di imparare a farlo».

L’ultimo album di Tekashi, DUMMY BOY, è uscito lo scorso 28 novembre. Su SA trovate una scheda dettagliata, l’ascolto dell’album e la nostra recensione a cura di Luca Roncoroni.

Tracklist

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