I Portishead non vanno in tour dal 2014, ma nel momento in cui torneranno on the road non suoneranno in Israele. Il trio trip-hop inglese ha infatti dichiarato di voler porre in atto un boicottaggio culturale nei confronti dello stato ebraico a causa del conflitto con i palestinesi. «Finché il governo israeliano commetterà crimini di guerra contro il popolo palestinese, sosteniamo la loro richiesta di un boicottaggio di Israele come mezzo di protesta pacifica contro la brutale occupazione #artistsforpalestine», hanno dichiarato su Facebook.
I Portishead sono solo gli ultimi artisti in ordine di tempo ad aver preso posizione contro Israele e si uniscono così alla lista che comprende, tra gli altri, i musicisti Roger Waters, Brian Eno, Peter Gabriel, Thurston Moore e Kathleen Hanna, gli attori Mark Ruffalo e John Cusack e gli scrittori Angela Davis e David Edgar. Tutti hanno aderito alla campagna globale del Movimento BDS, che fa riferimento all’appello lanciato nel 2005 da oltre 170 associazioni palestinesi e sostiene il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni (BDS) nei confronti di Israele.
L’anno scorso la cantautrice neozelandese Lorde ha cancellato un concerto in programma a Tel Aviv, mentre Nick Cave ha deciso di non cancellare i suoi due concerti ivi tenuti con i Bad Seeds lo scorso novembre «per una questione di principio contro chiunque voglia censurare e silenziare i musicisti». Anche i Radiohead hanno resistito alle pressioni per cancellare il loro spettacolo a Tel Aviv la scorsa estate, ed è curioso notare che il batterista dei Portishead Clive Deamer, come membro dei Radiohead (è drummer aggiunto per le esibizioni dal vivo da diversi anni) partecipò a quel concerto.
L’ultimo album in studio dei Portishead è Third (recensito su queste pagine da Edoardo Bridda), pubblicato nel 2008 a quattordici anni di distanza dal capolavoro Dummy (1994) e a undici da Portishead (1997).