A sinistra Vasco Rossi; a destra un immagine dal trailer della docu-serie "SanPa"

“SanPa”: quella volta che Vasco Rossi e la comunità di San Patrignano non se le mandarono a dire

Ricordate la polemica del 2012?

SanPa: luci e tenebre di San Patrignano, la docu-serie sulla comunità di recupero per tossicodipendenti di recente sbarcata su Netflix, ha riacceso il fuoco delle polemiche sulla gestione della stessa organizzazione da parte del fondatore, Vincenzo Muccioli, ma non solo. Il dibattito, nelle ultime ore, sta spostando la lente sul tema della droghe. E se Fabio Cantelli, l’ex addetto stampa della comunità e figura centrale nella docu-serie con le sue numerose testimonianze, nella sua intervista di pochi giorni fa era entrato nel merito del più ampio problema della dipendenza che ci ponevamo in sede di recensione, affermando che «i tossici non vogliono autodistruggersi, al contrario, s’innamorano della droga perché non accettano la propria mortalità», ora è un altro intervento che torna alla memoria, quello di Vasco Rossi, che nel 2012 fu protagonista di un acceso botta e risposta con la stessa San Patrignano riguardo al tema delle droghe leggere. All’epoca, SanPa era gestita da un comitato di garanti dopo la fine, nel 2011, della direzione di Andrea Muccioli, il figlio del fondatore scomparso nel 1995.

La polemica fu riportata dalla stampa locale e vide il rocker accusato di prendere alla leggera la questione. «Le droghe? Pericolose, ma non perseguitate chi le usa – aveva scritto il Blasco sul suo profilo Facebook – Ogni anno le morti legate all’uso di alcol erano 55mila, mentre quelle legate all’uso di droga solo 950! Vi sembra che allora la droga sia un problema sociale così grave? Il drogato non è un pericoloso criminale, ma un malato che soffre di una feroce dipendenza». Parole che provocarono la risposta indignata di San Patrignano: «Queste dichiarazioni sulla droga – scrisse la comunità – rischiano di vanificare il lavoro che ogni giorno le famiglie cercano di fare con i propri figli, supportate anche da migliaia di educatori che operano nel mondo della prevenzione al disagio giovanile, nelle scuole, nei centri di riabilitazione per minori e nelle strutture per il recupero dei tossicodipendenti». Seguì l’invito al cantautore a visitare la struttura per conoscerne «la realtà e le risposte alle problematiche della tossicodipendenza».

Vasco a sua volta replicò: «Mi ripropongo di farlo prima o poi […]. Il lavoro che svolgete a San Patrignano, è notoriamente concepito al fine di aiutare chi ha già intrapreso da tempo la strada della tossicodipendenza e ha bisogno di aiuto. La vostra è, per sua stessa definizione, un’attività di recupero localizzata all’interno delle vostre comunità e non certo un tentativo di prevenzione, di comprensione psicologica a livello sociale o di studio del problema in senso filosofico e culturale. È davvero inconcepibile, allora, come possiate voler entrare in una discussione che non vi compete e che, almeno finora, non avete mai avuto interesse ad affrontare e ad approfondire. Insomma, non potete vantare proprio nessun titolo per discutere di un problema che vi riguarda solo nel momento dell’aiuto e del recupero del tossicodipendente». «Un pacato silenzio sul problema – proseguiva il post – sarebbe da parte vostra più opportuno, elegante ed auspicabile. Il dibattito nel quale volete inserirvi ha per oggetto troppi argomenti dei quali voi non vi siete mai occupati […]. Il vostro è il punto di vista di chi sta a contatto solo con dei tossicodipendenti, dunque un punto di vista parziale e inevitabilmente un po’ viziato, di certo poco realista e obbiettivo per la realtà globale della intera società. Noi vogliamo guardare ai milioni di giovani che non “si fanno”, che ancora non hanno intenzione di farlo e devono essere informati preventivamente sulle diverse pericolosità delle varie sostanze sul mercato (nero!). Qui stiamo discutendo di come trattarli (senza criminalizzarli!) quando dovessero aver mosso solo un primo, timido passo nella scellerata via del consumo. Voi siete necessari e fondamentali solo quando e se saranno già ben avviati su quella strada, cioè molto dopo ancora, quando ormai –scusatemi- …“la frittata è fatta”. Non occupatevi di come gestire le uova, per cortesia. Non è un compito vostro. Con tutto il rispetto e l’affetto – si concludeva il messaggio – vi auguro ogni bene per il lavoro che svolgete, ma le vostre opinioni in materia legislativa per il contrasto e per la lotta contro il consumo di droghe (scusatemi ancora) non sono necessarie, non potendo essere oggettive né opportune».

E di nuovo la comunità rispose: «Al contrario di quanto tu ci chiedi, non possiamo infatti permetterci “un pacato silenzio”, avendo tutti i titoli per parlare dell’argomento, problema che da oltre 30 anni affrontiamo ogni giorno sotto tutti i punti di vista, sia nel campo del recupero che della prevenzione. Evidentemente non ti sei informato abbastanza sull’impegno di San Patrignano, che offre riscatto ed emancipazione in modo completamente gratuito […]. Tanto per intenderci noi siamo quelli che, insieme a tante altre realtà educative, hanno voluto fortemente le misure alternative per i tossicodipendenti, che noi non criminalizziamo, ma tiriamo fuori dalla galera […]. Allo stesso tempo però portiamo avanti da tanti anni un importante progetto di prevenzione, chiamato WeFree e dedicato ai ragazzi delle scuole medie e superiori, che vuole andare oltre alle lezioni fatte sui banchi di scuola e basate sulla mera informazione dei danni alla salute causati dalle diverse sostanze, senza alcun aggancio né a principi ed esempi educativi, né alle fondamentali testimonianze di esperienze vissute […]. Non solo informazione sui danni delle droghe, quindi, ma anche coinvolgimento emotivo attraverso storie di vita vissuta. Oltre a questo, circa 6.500 studenti visitano ogni anno la comunità e, nel rapporto coi ragazzi che li accolgono, comprendono molto di più della droga che in libri, canzoni, film e “pallose” conferenze di prevenzione. Insomma, come vedi, ci occupiamo anche di gestire le uova e non ci prendiamo cura dei ragazzi soltanto quando ormai “la frittata è fatta”».

Ricordiamo che nei giorni scorsi nuovi scontri hanno visto ancora una volta protagonista Red Ronnie, che si è scagliato contro Luca Bizzarri, ma anche strenue difese dell’opera che, partendo proprio dalle parole in sua difesa dello stesso Bizzarri, «non va intesa come un affossamento della comunità di recupero tout court». E di SanPa, criticata anche dalla stessa organizzazione, che ne ha preso le distanze, si è occupata anche la politica, con le dichiarazioni al vetriolo da parte dei leader del centrodestra attuale.

Tracklist