«Lo streaming è finito per me, spero che sia ok anche per i miei fan». Con queste parole Neil Young ha iniziato un post sul proprio profilo Facebook, per prendere le distanze dai servizi di streaming che, secondo il cantante, offrono una qualità audio definita «la peggiore nella storia del broadcasting».
L’autore di Harvest ha anche aperto un inciso sui dividendi provenienti dalla sua musica, calati drammaticamente «a causa di pessimi contratti [conclusi dalle major discografiche]». L’ex componente dei CSN&Y, tuttavia, ha specificato che la sua scelta è riferita unicamente alla qualità audio: una volta tornata quella, dice, «never say never». La decisione, del resto, ci pare coerente con l’attività promozionale che lega Young al suo lettore musicale di file audio ad alta risoluzione Pono.
L’ultimo album pubblicato da Neil Young, The Monsanto Years è stato recensito su queste pagine da Stefano Solventi ed è attualmente disponibile per lo streaming su Spotify assieme ad una nutrita parte della discografia del musicista canadese.
Attendiamo sviluppi concreti riguardo a queste dichiarazioni. Sempre per quanto riguarda la qualità audio, vi rimandiamo ad un articolo sulla Loudness War scritto qualche mese fa su queste pagine.
