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5.9

Giunto alla sua quarta prova discografica da solista – se si esclude l’EP AHJAlbert Hammond Jr. pubblica Francis Trouble, un album ispirato alla storia del fratello gemello morto a causa di un aborto spontaneo al sesto mese di gravidanza. Particolare aneddoto che ha dato vita al concept di un album in cui il chitarrista degli Strokes esplora i concetti di nascita e morte, della complessità dell’esistenza e di ricerca della propria identità, rimessa in discussione proprio dopo la scoperta di aver conservato sin dalla nascita una parte del fratello mai nato.

Insomma, un tema non proprio leggero che faceva presagire un allontanamento dal mood scanzonato e leggiadro di Yours to Keep e ¿Cómo Te Llama? per approdare a una maturità artistica già anticipata nel precedente Momentary masters. In Francis Trouble Hammond Jr. tenta di ritrovare la propria identità artistica perdendo però spesso e volentieri la bussola. A metà strada tra le sonorità indie rock tanto care al gruppo di appartenenza – come nell’iniziale DvsL, dove il sound degli Strokes si fonde a un riff lontanamente imparentato con la celebre Lust for life di Iggy pop – e quelle di beatlesiana memoria – Strangers – il problema di fondo di questo disco risiede proprio nella mancata complessità dichiarata invece nelle iniziali intenzioni di Hammond. Che questa complessità sia volutamente ironica o meno, il dubbio rimane, visto che il musicista statunitense aveva dichiarato che« il significato della musica potrebbe essere serio ma non dovrebbe comunque essere analizzato o preso troppo seriamente».

Difatti diventa un’impresa ardua prendere seriamente un lavoro che tenta di presentare sotto mentite spoglie un sound già trito e ritrito. A poco servono i ritornelli sing along di Far Away Truths e di Set to Attack o gli episodi alla Miles Kane (Harder Harder Harder): il disco suona come un anacronistico revival di quella esplosione indie tanto amata dall’NME che tra il 2001 e il 2006 portò alla nascita di band quali Franz Ferdinand, Arctic Monkeys, Kasabian e appunto, gli Strokes, che aprirono la strada a tutti loro inaugurando di fatto il post-punk revival anni zero. Seguendo pedissequamente la discografia di quest’ultimi, Francis Trouble segna un passo indietro nella discografia solista di Hammond Jr., che pubblica un album totalmente distante dall’iniziale intenzione di creare un percorso musicale autonomo e preferisce adagiarsi in quella comfort zone da classifica che raramente riesce ad esplorare concetti tanto cari all’umanità.

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