Recensioni

TOP
8

Nel 2011, quando Chris Carter, Cosey Fanni Tutti e Nik Void realizzarono la loro prima performance assieme allo Short Circuit Festival di Mute (session da cui emerse la registrazione live di Transverse), in pochi si sarebbero aspettati che la collaborazione tra i due ex-Throbbing Gristle e la musicista dei Factory Floor avrebbe avuto un seguito. Quattro anni dopo, esce per la storica Industrial Records il loro nuovo disco, intitolato semplicemente f (x). Il lavoro presenta sei brani su CD e in formato digitale (cinque su vinile bianco) della durata di circa dieci minuti l’uno, ma rimane un percorso unico, in crescendo, che andrebbe ascoltato più volte dall’inizio alla fine.

Se Transverse, disco che presentava quattro brani registrati live ed uno rielaborato in studio dal trio, faceva presagire nuovi mondi sintetici all’orizzonte per l’elettronica degli anni Dieci, il nuovo lavoro, completamente registrato in studio, raffina il tutto e rende più chiaro il senso della collaborazione, sintesi mirabile di ciò che si muoveva da un po’ di tempo nell’underground dark elettronico metropolitano. Se i The Orb avessero virato verso una paranoica musica post-industriale, il risultato avrebbe suonato come f = (2.4), deriva techno dub che, nella sua lenta marcia, fagocita anche il suono Blackest Ever Black (sentite l’antologia dei lavori di Regis per B.E.B, Manbait, per avere un’idea di cosa sia successo di rilevante in questi ultimi anni) e nuovissime e giovanissime leve elettroniche nord europee (da Klara Lewis sino ad un certo suono Northern Electronics), che qui vengono riassorbiti dai grandi maestri Carter Tutti, chiudendo il cerchio.

Battiti rallentati e ossessivi, bassi cavernosi e gonfiati che ti prendono alla gola, libera sperimentazione sonora su un tappeto ritmico che ricorda molto la struttura di Transverse: questi gli ingredienti principali di un album che mette a fuoco quanto sperimentato in sede live, con un gran lavoro sul sound design. Del resto, stiamo parlando dei pionieri assoluti di un certo tipo di musica elettronica (almeno per la parte Carter Tutti) e di una valida e giovane musicista di talento come Void. Anche se registrato in studio, f (x) mantiene la sua vocazione per la libera session, costruendo lunghi mantra post-industriali su cui far emergere, a tratti, la voce effettata di Cosey Fanni Tutti e Nik Void. Da questo punto di vista è interessante notare come i vocalizzi vengano usati come un elemento tra i tanti della ricca tavolozza sonora imbastita dal trio. Le parole si fanno indistinguibili e la voce post-umana diventa uno strumento che si accoppia elettro-carnalmente con le chitarre distorte e gli effetti dei sintetizzatori, come si può notare in particolare nei brani f = (2.3) e f = (2.6).

Se Carter Tutti Plays Chris & Cosey rileggeva in chiave contemporanea il periodo elettro-synth dei due ex-Throbbing Gristle, suonando edonista e a tratti sfacciato, questo lavoro suona sicuramente più monolitico, post-rave e techno-paranoico, in linea con le distopie digitali contemporanee. Qui i Nostri riprendendo la ricerca portata avanti sotto la sigla Carter Tutti (ricordiamo l’ottimo singolo Coolicon datato 2013) creando un lavoro che oggi suona, paradossalmente, più mitteleuropeo che inglese, nonostante le origini geografiche ed artistiche dei protagonisti. In f = (2.3) e in f = (2.6) ricompare il fantasma evanescente di una melodia che ricorda i primi lavori di Chris & Cosey per Rough Trade (soprattutto nella recente rilettura del 2015), ma è l’esito di un’apparizione fugace all’interno del loro viaggio dark psichedelico.

I primi due brani f = (2.4) e f = (2.5) aprono le danze, ma è con l’ottima f = (2.2) che il ritmo techno industriale messo in scena dal trio cresce su sé stesso e conquista terreno, chiedendo dedizione totale all’ascoltatore. Qui siamo dalle parti del suono ctonio dell’ultimo Samuel Kerridge. I paragoni con i lavori del passato di Throbbing Gristle o X-TG lasciano un po’ il tempo che trovano (anche se in un brano come f = (2.7) si palesa chiaramente un certo suono TG d’antan) e rischiano di offuscare la particolarità di questa collaborazione, dal vivo sicuramente capace d’incendiare i palchi dei festival e le sale concerti d’Europa.

Con f (x) – e in particolare con un brano come f = (2.2) – il trio sembra aver trovato la formula giusta per porsi alla testa di una nuova (ma con fortissime radici nel passato che conta) orda techno post-industriale che sta emergendo come il suono del nostro tempo, un suono che per vocazione è (e sarà) radicalmente alternativo al mainstream elettronico contemporaneo.

Amazon
SentireAscoltare

Le più lette