Klara Lewis (SE)

Biografia

Figlia d’arte (il padre Graham è membro storico degli Wire), Klara Lewis – classe ’93 – è l’autrice di un suono elettronico per soundtrack immaginarie che ha fatto della molteplicità di sguardi sull’indeterminato, tra ambienti e ritmi, una fondante sonica dal caratteristico tocco narrativo e dalla personale impronta umana. Appassionata e profonda conoscitrice dell’opera di David Lynch ma anche del trip-hop dei Portishead e di Tricky, come dell’elettronica che va da Aphex Twin agli svedesi The Knife passando per la techno artica del norvegrese Biosphere, Klara parte da campioni (field recording come found sounds) che vengono successivamente elaborati a vari livelli e messi in relazione tra loro, all’insegna di un approccio eterodosso che attinge tanto dall’ambient, quanto dal noise e dalla wave storica, senza dimenticare trip hop, techno e industrial.

La sua opera nasce idealmente da due lavori del padre, All Over e All Under, pubblicati su Mego, che hanno richiesto al bassista della iconica band post-punk ben sette anni di lavorazione, un periodo in cui la musicista svedese di Uppsala – una città universitaria vicino a Stoccolma – è cresciuta e si è appassiona alla musica. Inizialmente la ragazza frequenta corsi d’arte durante i weekend al museo d’arte cittadino, dove dipinge e disegna; successivamente la sua attenzione si concentra sul cinema ed infine su un sound molto legato all’aspetto filmico (All Under, del resto, era stato immaginato come una raccolta di tracce per soundtrack e/o installazione). Conclusa la scuola dell’obbligo lavora un anno ad Oslo in una casa protetta per anziani portatori di handicap, ed è durante questo periodo che completa Ett, il suo esordio sulla lunga distanza, successivamente pubblicato – sempre dall’austriaca Mego – nel 2014. Qui Klara attiva uno sguardo perimetrale con il quale osservare umori e stati d’animo, premonizioni e sensazioni, lasciando spazi all’interpretazione dell’ascoltatore e all’ambiguità, e attivando ideali paralleli con una produzione che va dai Throbbing Gristle a Chris & Cosey e Tri Angle records.

«Quando scorro il mio archivio di suoni seleziono quelli con i quali voglio lavorare e inizio a tagliarli in piccole parti, manipolandoli», ci racconta in un’intervista concessa a SA a giugno 2015 poco prima dei live set per Imago3, Heart Of Noise e Sonar. «Cerco di esaltarne gli aspetti che mi colpiscono di più ma alle volte finisco per snaturarli completamente. Seguo i suoni e vedo dove vanno, e quando li combino con altri suoni non so mai come le cose andranno a finire».

A qualche mese di distanza dall’album d’esordio esce Msuic Ep (2014), un 12” pubblicato sulla neonata etichetta di Peder Mannerfelt (Roll The Dice, The Subliminal Kid) che esplora nuovi aspetti e possibilità soniche, come l’industrial dalle parti di TG e Einstürzende Neubauten (Msuic I), l’isolazionismo (Msuic II), l’experimental hip hop (Msuic III), il tutto senza dimenticare tocchi di exotica, lontane fanfare e altri ben cesellati livelli sonori che, al solito, aprono la sua musica a nuove interpretazioni e mixed feelings. Due anni più tardi – maggio 2016 – Klara ritorna con un secondo album sulla lunga distanza, sempre su Editions Mego, ovvero Too, lavoro che prosegue lungo la linea gotica tracciata dall’esordio prediligendo questa volta un approccio più misurato ed essenziale con rare ma efficaci aperture sinfoniche a tracciare ideali percorsi che vanno dall’amore per il trip hop al suono cattedratico di un Tim Hecker.

Il 28 settembre 2018 esce per Editions Mego l’album collaborativo con Simon Fisher Turner intitolato Care.

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