• Dic
    10
    2013

Album

Glassnote Records

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Donald Glover non è certamente uno a cui dispiacciono le luci delle ribalta. Star della sitcom statunitense Community – dove interpretava la parte del breaker Troy Barnes – e della serie 30rock, nel 2011 Glover decide di provare a intraprendere il percorso musicale firmando con la Glassnote – label che vede nel suo roster Mumford & Sons, Phoenix, Daughter e Two Door Cinema Club – e scegliendo il moniker Childish Gambino.  L’album d’esordio Camp riceve giudizi altalenanti, da “album hip hop dell’anno” di NME al pesante 1.6 di Pitchfork. Due anni dopo, il Nostro ci riprova con Because The Internet, disco che, come suggerisce il titolo, cerca di navigare nella psiche sociale per determinare la funzione che Internet ha sulle nostre vite. Intendiamoci, non è proprio il massimo dell’originalità. Optando per una campagna di promozione asfissiante, seconda solo a quella degli Arcade Fire di Reflektor, Because The Internet viene anticipato dal mini film Clapping for the Wrong Reasons – che vede la partecipazione di Flying Lotus, Chance The Rapper, Abella Anderson e Trinidad James e da 75 pagine di sceneggiatura, inserite sul sito becausetheinter.net, che raccontano la vita di The Boy, giovane benestante e figlio di Rick Ross che racconta la sua vita passata a twittare con le grandi star, esplorando le relazioni umane con la tecnologia.

Purtroppo per Glover, l’estenuante pubblicità al lavoro tradisce drasticamente le attese. L’opera gira tutta attorno a una co-produzione con Ludwig Göransson (anch’egli nel cast di Community) che tenta, con un noioso e scontato trap, di nascondere le mancanze tecniche nel rappato di Gambino, ancora alla ricerca di uno stile incisivo e personale, creando un frullato di sonorità che non simboleggia trasversalità, bensì confusione: se No Exit riprende timidamente la lezione di Yeezus, Flight Of The Navigator è un tentativo di vestire gli eleganti panni R’n’B di Frank Ocean, mentre II.WORLDSTAR è un episodio elettro-jazz pretenzioso. La lista degli ospiti è invitante, ma non fa altro che nascondere ulteriormente quello che dovrebbe essere realmente il protagonista: Chance The Rapper in The Worst Guy oscura totalmente la presenza di Glover e il synth-pop di Earth:The Oldest Computer con Azealia Banks produce uno dei lavori più spompi del lotto.

I pochi momenti buoni dell’album – Crawl su tutti, con l’orecchiabile ritornello di Kai – non riescono a salvare un disco poco ispirato e confusionario, che conferma la figura di Gambino come presenza poco incisiva nel panorama hip hop. Si rischia altresì di tirare avanti la baracca solo per l’immagine e la reputazione di attore dell’artista. Ennesimo passo falso.

7 Gennaio 2014
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