Azealia Banks (US)

Biografia

Con un’infanzia turbolenta e drammatica vissuta ad Harlem, New York, Azealia Banks si è imposta nel panorama alternative r’n’b e hip hop come un’icona istrionica ed eclettica capace di unire rime e bassi provenienti dal mainstream americano a varie produzioni curate da producer elettronici britannici (Boddika, Lone, Pearson Sound), sotto il minimo comune denominatore dell’amore per l’house dei 90s ma anche attraverso incursioni in territori anche molto distanti dall’elettronica, con cover di Interpol e Ariel Pink. Il suo personaggio, una sorta di versione alternativa e fuori controllo della coetanea Nicky Minaj, si è imposto tanto musicalmente quanto a livello mediatico per un’intensa attività su Twitter, dove non ha mancato di accendere appassionanti polemiche e creare incidenti diplomatici con non pochi musicisti, tra cui BaauerDisclosure e non ultimo l’ex One Direction Zayn Malik, per il quale ha rischiato di vedersi togliere il visto per entrare nel Regno Unito.

Nata il 31 maggio del 1991, Azealia Amanda Banks non ha avuto un’infanzia facile. Dopo la morte del padre, avvenuta per un cancro al pancreas quando aveva soltanto due anni, i rapporti con la madre sono andati via via deteriorandosi costringendola, a 14 anni, dopo abusi verbali e fisici, a trovarsi una nuova sistemazione. Trova casa presso la più vecchia delle tre sorelle e, nel frattempo, frequenta il giro off dei musical di Broadway con Tada!, un teatro per la gioventù nel Lower Manhattan. Segue l’iscrizione a LaGuardia High School of Performing Arts di Manhattan e un ruolo in City of Angels, una commedia musical a sfondo noir. In quel momento, per un breve periodo, è seguita anche da un agente che la fa partecipare a diverse audizioni, tra cui una per Law & Order, tutte senza successo. È proprio il fallimento come attrice che la porta a dedicarsi anima e corpo al rap e alla scrittura di brani r’n’b. Vuole diventare una recording artist e per fare questo è disposta a lasciare anche le scuole superiori (che di fatto non finirà). Sotto il moniker MySpace di Miss Bank$, la prima produzione, solo digitale, risale al 9 novembre 2008 e s’intitola Gimme a Chance, un brano che viene successivamente re-inciso per il suo album di debutto e qui accompagnato dalla autoprodotta Seventeen, traccia che contiene un campione della canzone dei Ladytron dallo stesso nome. Attivissima su internet, Azealia spedisce quest’ultimo brano a Diplo, che le procura un contratto con la label britannica XL Recordings. Inizia così un burrascoso rapporto con il produttore londinese Richard Russel che si concluderà, qualche mese più tardi, con la rescissione del contratto. La fine di quell’esperienza segna anche la fine dell’alias Miss Bank$ e l’inizio del suo nome e cognome come base per le produzioni future, che saranno tutte caricate sul canale YouTube personale. Trasferitasi a Montreal, la musicista carica parecchi demo sul popolare servizio di broadcast, tra cui L8R, Slow Hands, una cover degli Interpol, ma la scadenza della VISA la costringe a tornare a New York, dove sbarca il lunario con vari lavoretti, tra cui uno in uno strip club.

A settembre 2011, la rapper fa finalmente il botto con il suo primo singolo ufficiale, 212, distribuito prima come singolo digitale attraverso il website personale e poi utilizzato come testa di ponte dell’EP di debutto 1991, pubblicato dalla major Interscope il 28 maggio 2012. La traccia, che contiene e credita Float My Boat di Lazy Jay (che è anche il produtore), ottiene successo soprattutto in Europa e si piazza al 17° posto delle chart olandesi, al 12° in quelle inglesi e al 7° in quelle irlandesi. Sempre dall’EP arriva il secondo singolo Liquorice prodotto da Lone e due tracce prodotte da Machinedrum, ovvero l’omonima 1991 e Van Vogue.

Tra la pubblicazione digitale del singolo e la sua relase ufficiale, la Banks è molto attiva. Entra in studio con il produttore Paul Epworth, con il quale lavora al debutto sulla lunga distanza, si applica su Shady Love degli Scissor Sister (che, a cose fatte, non la inseriscono tra i crediti), pubblica in via digitale NEEDSUMLUV (SXLND) – 16 gennaio 2012 – brano dedicato ad Aaliyah per il suo 33° compleanno, e Bambi, prodotta da Epworth (traccia selezionata per un fashion show parigino di Mugler). Infine a febbraio rivela che il suo album di debutto s’intitolerà Broke with Expensive Taste. Contemporaneamente alla pubblicazione di 1991, sempre a maggio del 2012, Banks pubblica un mixtape, Fantasea, anticipato dalla traccia Jumanji.

Per la pubblicazione del debutto occorrerà attendere ben due anni, intervallati da collaborazioni non andate a buon fine e da nuovi singoli. A settembre il secondo singolo della rapper, Esta Noche, viene ritirato il giorno della pubblicazione per un problema di violazione di copyright (il sample incriminato è del producer Munchi). Il mese seguente la Nostra dichiara di aver lavorato con Lady Gaga alle tracce Ratchet e Red Flame e collaborato con Kanye West alla compilation Cruel Summer (collaborazione che non raggiunge il master finale del disco). A fine anno esce un nuovo singolo, BBD, con allegati nuovi problemi di copyright. Posticipato di un mese, il brano esce a dicembre (il sample – questa volta concesso – viene da Trap Shit V9 di ƱZ). All’inizio del 2013 vengono dichiarati alcuni dettagli del debutto e sorgono nuove dispute (una versione rappata di Harlem Shake trova il disappunto di Baauer, una lite con Angel Haze via web porta ad insulti razziali rivolti al blogger Perez Hilton intervenuto per difendere la rapper “rivale”), mentre, a marzo, esce un nuovo singolo Yung Rapunxel, pubblicato in streaming via SoundCloud. A maggio è la volta di ATM Jam con il feat. di Pharrell, singolo che non ottiene il successo sperato (e non verrà incluso nell’album). Passano diversi mesi e circa a metà luglio del 2014, dopo una lunga battaglia, Azealia dichiara di aver rescisso il contratto con Universal Music Group, reo a suo dire di aver prima spostato la data di pubblicazione dell’album a data da destinarsi, e poi di averne accantonato l’uscita.

Per la pubblicazione vera e propria di Broke with Expensive Taste, per vie indipendenti (è praticamente un’autoproduzione in collaborazione con Prospect Park), bisognerà attendere fino al 6 novembre 2014, giorno in cui l’album viene reso disponibile contemporaneamente su iTunes e Spotify. È una sorta di best of (presenti le già edite Yung Rapunxel e Heavy Metal And Reflective) della sua più che buona produzione, dichiariamo in sede di recensione, un esotico e coloratissimo viaggio tra latinità e urbano già dalla buona Idle Delilah, opener che cala r’n’b e il rap della Banks in una serie di uk-ismi funky e garage per mano di Pearson Sound del giro Hessle Audio, una delle etichette chiave del rinnovamento ritmico-elettronico dell’ultimo lustro. Da segnalare anche l’auto-re-work di Gimme A Chance, che porta l’ascolto ancora più lontano da tutto ciò che ci saremmo aspettati da lei, ovvero ritmi salsa, strombazzate di sax e canto in spagnolo, Desperado, ovvero un ottimo re-work della Bandelero desparado dello storico producer UK garage MJ Cole, e la cover di Ariel Pink Nude Beach a Go-go? ovvero un’altra delle sue fisse net-eccentriche, come quella per gli Interpol, che l’aveva portata a rileggere Slow Hands. Broke With Expensive Taste è in sostanza un album che, pur non esente da difetti, premia la testardaggine della sua autrice e mantiene intatta freschezza e spessore produttivo. È l’insperato successo di un’autrice capace di uscire vincitrice da un’impasse discografico che rischiava di comprometterne la carriera.

La successiva mossa discografica è un nuovo mixtape, Slay-Z, che viene pubblicato a marzo del 2016 e contiene una manciata di otto solide produzioni concentrate tra flow e ritmi, tra cui Big Talk, un brano trap con il feat. di Rick Ross, la più melodica (grazie al feat. di Nina Sky) e tribale Riot, la rilassata UK Funky tinta di soul di Along The Coast con la produzione di Kaytranada, e quella in area dubstep di Can’t Do It like Me con Benga e Coki (traccia che in origine era stata pensata per Rihanna). Lead single scelto per il lavoro: la fortunata The Big Big Beat, prodotta da un nuovo produttore (An Expresso) e caricata di ruspanti hi hat alla 909 (il titolo fa riferimento a un non specificato campione vocale di The Notorious B.I.G). Dal brano viene estratto anche un videoclip girato nei quartieri di Harlem dove l’artista è cresciuta, e tra le riprese viene fatto un riferimento alla sede di un tribunale. Nel frattempo, infatti, la Banks si è messa di nuovo nei guai: a dicembre del 2015, dopo una breve detenzione per aver assalito una buttafuori donna all’interno del club Up & Down di New York, la cantante viene formalmente denunciata da quest’ultima per violenze e molestie. Stando alla ricostruzione dei fatti, la Banks avrebbe rivolto insulti razziali e morso al seno la donna cercando di colpirla al volto, accusandola ripetutamente di non averla riconosciuta come celebrità e di averle fatto storie per entrare nel locale. A maggio del 2016, non ancora ravveduta dopo la denuncia a suo carico, le viene sospeso l’account Twitter, viene annullata la sua presenza al festival organizzato da Rinse Born & Bred, e quasi annullato il visto per il Regno Unito, per aver rivolto a all’ex One Direction Zayn Malik pesanti insulti a sfondo razziale (lo ha chiamato “sand nigga” e “curry scented bitch”). Dopo aver ritrattato le sue affermazioni qualche giorno dopo muovendo parziali scuse, la rapper stende infine una lettera aperta porgendo formali scuse via Instagram e ammettendo di essere completamente dalla parte del torto.

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