Recensioni
E.M.M.A.
Walton
Blue Gardens
Beyond
-
Edoardo Bridda
- 17 Settembre 2013


Ne abbiamo parlato con Pinch, lo abbiamo sentito nei ritornelli della freschissima triade Visionist, Beneath e Wen (“The new wave coming through“) e nei dj set di LV, ne abbiamo tenuto traccia nelle due compile chiave del 2013, This Is How We Roll e Tectonic Plates Volume 4 (e indietro l’altrettanto imprescindibile volume 2), e pare che Kode9, più che ricalcare l’abusata tag New Wave, già usata per declinare house, garage e techno nell’ultimo triennio, abbia già trovato l’etichetta che farà, forse, il giro delle riviste specializzate, post-garage. Blow Up già la fa sua, noi la facciamo nostra da ora.
Il cuore della faccenda pulsa a 130bpm (non a caso Blackdown ha lanciato anche la tag 130 black), i contorni sono quelli di un ritorno-superamento del momento in cui la dark-garage si trasformò in dubstep grazie alla DMZ, di ritrovate freschezze 2 step attraverso il purple sound di Joker e più recentemente del bristoliano Guido, il tutto mosso da certa uk funk (Ikonika e LV) e un ancora forte interesse per la palette d’uggiose umoralità tastieristiche dell’IDM (magari in risposta a una sbornia di 70s cosmici). Tra i movimenti della crosta non manca di certo il grime, magari ripensato sui dischi Uk garage primi 2000, e il tutto ruota attorno a uno scenario di rinnovato interesse per una scena che ferma non è mai stata (vedi anche uno come Kahn sulle connotazioni più legate alla dubstep).
In questo quadro, prendiamo dal mazzo due uscite lunge a sintetizzare il fermento tra la Keysound di Dusk and Blackdown e la Hyperdub del solito Kode9: la producer del Merseyside ma di stanza a Londra E.M.M.A.con Blue Gardens sulla prima, e Walton da Manchester con Beyond sulla seconda. In entrambi i casi, parliamo d’artigianato UK fresco e dinamico, stepping curato, angolazioni che in E.M.M.A. già mostrano una certa personalità compositiva e senso dell’insieme. Per lei: giochi di synth debitori di Uk Funky e purple sound ma senz’altro virati su tinte nostalgiche, melanconiche e anche barocche, in un continuo oscillare tra sole e pioggia, grigiore e sentimento. In pratica, E.M.M.A. potrebbe anche essere un risposta post-garage a Ikonika, come il ventiduenne Walton alla future garage di Falty Dl e, lasciando perdere le oziose definizioni, in entrambe le produzioni troviamo un interessante discorso di sessualità, lo ying e lo yang dello stepping 2013. Energetica lei, duttile, felpato e maschio lui. Nei solchi del mancuniano ritroviamo il purple sound, della legnosa 2 step ma soprattutto un ampio spettro garagista tra USA e UK, ovvero tra housey r’n’b che tirano in ballo Jamie Woon, Cooly G a Jessy Lanza al quattro quarti house tinto acid finanché alla zampata (quasi) spaghetti. Gli spunti sono davvero molti e grazie a una produzione tattile, afosa e molto rotonda il suo Beyond è senz’altro uno di quei dischi da non lasciarsi scappare. Lui dice che è just vibe e parla di un disco di contrasti tra luce e oscurità. E’ proprio quello che notavamo nel disco di E.M.M.A., un lavoro decisamente meno proteico ma che proprio come quelli di Lanza e Ikonika nasconde piccoli segreti e belle soddisfazioni, il perfetto complemento del Beyond del mancuniano.
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