Recensioni

La prima edizione del Festival Moderno va in scena al Magnolia all’insegna del pop più art e più – appunto – moderno e attuale. HANA, l’enigmatica Aristophanes, il duo Sofi Tukker, l’ottimo Mykki Blanco, Mura Masa, le nerdate tra pc-music, j-pop e hip-house di Kero Kero Bonito e – infine – LIM (possiamo chiamarla alt-r&b post-trip hop club pop? Ad ogni modo brava Sofia): il nutrito cast di supporto funge egregiamente da antipasto prima e digestivo poi per il tandem di big names di serata.

Blood Orange e Grimes rappresentano un po’ le due anime principali del poptism recente, quella bianca la Boucher e quella radicalmente black (Pharrell Williams, i Daft Punk di RAM, Beyoncè e tutto il calderone r&b) il primo. Il live di Dev Hynes (qui la nostra recensione del suo ultimo Freetown Sound) è una full immersion in un non-tempo di colori e sonorità sospese nel tempo tra il funk anni ’70, il Jacko-pop anni ’80 e una freschezza melodica tutta attuale: destreggiandosi tra piano, chitarra (il nostro amico dimostra anche un discreto “manico”) e magici balletti, l’artista inglese incanta per un’ora abbondante e diverte senza cedimenti.

Decisamente ambivalente invece la prova di Grimes: tra ipercinetiche ballerine, barocchi giochi di luce, aria sparata in faccia che neanche Britney Spears e coreografie più sull’isterico che sull’energico, sembra di trovarsi ad un live di plasticoso e patinato teen-pop. Decisamente eccessive le pre-registrazioni utilizzate (in più di un momento abbiamo dubitato anche dei drum pads), e tra gli assist dell’onnipresente corista e gli echi e riverberi di cui era infarcita, qualche dubbio sull’effettiva tenuta della voce di Claire è sorto. Di contro è stata innegabile la sicurezza (e il conseguente coinvolgimento trasmesso ai presenti) e la carica che l’artista canadese ha mostrato sul palco. La bontà dei pezzi contenuti in Art Angels (qui la nostra recensione) è stata inoltre confermata senza riserve dal contesto live, e i molti spettatori hanno promosso senza indugi la performance ballando e cantando senza sosta e regalando più di un momento di sincera commozione alla Boucher.

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