Lorenzo Senni (IT)

Biografia

Icona anni ’10 per un personale approccio minimalista alla trance che è rientrato, giocoforza, all’interno delle produzioni elettroniche di area accelerazionista / Hi-Tech, Lorenzo Senni è un musicista elettronico emiliano, residente a Milano, affacciatosi alla ribalta internazionale in seguito al meritato clamore suscitato dalla pubblicazione dell’album Quantum Jelly (2012) per le Editions Mego, a cui è seguita, quattro anni più tardi, la firma di un contratto per la prestigiosa etichetta britannica Warp Records, evento discografico, ma anche simbolico, che ne ha sancito definitivamente la legacy tra i grandi dell’elettronica Made in UK ed internazionale.

Nato a Cesena nel 1983, le sue prime esperienze musicali lo vedono prima come chitarrista in band hardcore punk locali, poi batterista nel trio Le Harmacygruppo experimental noise con i Black Dice come punto di riferimento. Nel tempo Senni approfondisce progressivamente le sue passioni in ambito laptop music (specializzandosi nell’utilizzo dei software di sintesi sonora Max/MSP e SuperCollider), concretizzatesi nella pubblicazione, nel settembre del 2008, dell’album Early Works. L’album, dal titolo autoironicamente supponente per un’opera prima, raccoglie lavori in stile glitch Mego-fennesziano registrati l’anno prima, ed esce per la Kesh Recordings di Simon Scott (ex Slowdive) in coproduzione con Presto!?, l’etichetta fondata, curata e gestita dallo stesso Senni (nell’interessantissimo catalogo si trovano, tra gli altri, lavori di Florian Hecker, Werner Dafeldecker, Evol, John Hudak e DJ Stingray).  Nel 2010 Senni pubblica per la sua label Dunno, ulteriore passo avanti nell’esplorazione delle possibilità della computer music più astratta e sperimentale: l’album abbandona i field recordings del precedente e si concentra al 100% sulla sintesi digitale.

Il 2012 è per Senni un anno cruciale: a poche settimane di distanza escono due dischi che testimoniano due diverse facce di un’unica svolta importante, determinata da una passione entomologica dell’artista verso la trance anni ’90. L’attenzione è focalizzata sugli arpeggi dei buildup (le parti che nelle tracce trance servono per “costruire” tensione melodica e portare verso l’esplosione del drop) che vengono sezionati, rallentati e, decontestualizzandoli, trasportati in una dimensione di continua sospensione: un approccio, spiazzante e straniante per la sua apparente semplicità, proposto in maniera più emozionale e “pop” nell’LP a facciata singola Hexplore Superfluidity (uscito nell’agosto del 2012 per l’etichetta italiana Hundebiss, in edizione limitata a 300 copie – ma è disponibile lo streaming) e, in maniera più rigorosamente “secca” e minimalistica (una soluzione definita dallo stesso artista “trance puntillistica”), nell’album Quantum Jelly pubblicato in ottobre dalle amate Editions Mego dell’amico Peter “Pita” Rehberg, lavoro dove tutti i suoni provengono dal synth Roland JP-8000 (controllato da SuperCollider), dal tipico suono rave style. Pur partendo dallo stesso presupposto teorico, i due dischi si differenziano molto, a partire dall’assegnazione: mentre Quantum Jelly è firmato Lorenzo Senni, Hexplore Superfluidity è attribuito al side project Stargate. Quantum Jelly riceve grandi apprezzamenti, viene incluso in molte classifiche dei migliori dischi del 2012 (Boomkat, Fact, Debug) e pone l’artista italiano su un nuovo livello di notorietà, con conseguenti copiosi inviti nei festival internazionali più prestigiosi. Il mix messo online da Disjecta/NST nel novembre del 2012 riassume i risultati fin lì raggiunti, esplicitandone le fonti.

Dopo i buildup, la ricerca di Senni sulle componenti della trance si sposta sui breakdown. Nel 2013 il podcast AM+TXTR01 realizzato per la portoghese Acoustmatics/Mathematics testimonia lo sviluppo di un lavoro che doveva vedere la luce per l’etichetta americana Blae ma che alla fine non è mai stato concretizzato in release ufficiale: AAT – Advanced Abstract Trance, già presentata nello stesso anno a New York come installazione a diffusione multicanale, si basa sulla concatenazione irrisolta di breakdown, lasciando l’ascoltatore in uno stato di continua attesa. Nell’agosto del 2014 viene pubblicato da Boomkat il quarto album ufficiale di Lorenzo Senni: Superimpositions è visto dallo stesso artista come una sorta di “spiegazione” di Quantum Jelly, un modo per estendere i risultati della ricerca verso traiettorie più complesse e rotonde: pur confermandosi l’assenza di kick drum, il risultato è maggiormente rivolto verso soluzioni song-oriented. Completano il curriculum di Lorenzo Senni la composizione di musica per cortometraggi e spettacoli teatrali, interventi di ibridazione da elettronica e musica classica (come il reworking dell’Ouverture tragica in re minore op. 81 di Brahms, presentato a Torino nel gennaio del 2012), la partecipazione nel supergruppo One Circle, in trio con Daniele Mana, aka Vaghe Stelle, e Francesco Fantini, aka A:RA – incontratisi nel giugno 2011 al ClubToClub di Istanbul e firmatari dei 12” Flight To Forever (Left Blank, settembre 2013) e Transparency (Gang Of Ducks, luglio 2014) – e la collaborazione con How To Dress Well per un paio di brani inseriti nell’album del 2014 “What Is This Heart?” di Tom Krell.

Lorenzo Senni suona poi al Sonar 2015, una riconferma dopo l’esordio nell’edizione del 2013, nella quale aveva curato la serata finale con un memorabile laser show. Nel 2016 – ad ottobre – è la volta di una firma contrattuale importante, ovvero quella con la label britannica Warp Records che comunica, il giorno dell’annuncio ufficiale, una serie di showcase tra Londra, Milano (Dude Club), Torino (all’interno di Club To Club 2016), Montreal e New York. Ospite al Club To Club suona sia in solo all’interno dello slot di Warp (Warp To Warp block party) sia all’interno di One Circle che compaiono a sorpresa onstage assieme alla Dark Polo Gang, il progetto trap romano invitato nel pomeriggio nel corso del workshop tenutosi all’Absolut Symposium.

Il mese successivo viene dato alle stampe Persona, un EP che è praticamente un mini album a livello di durata e contiene sei nuove esplorazioni puntillistiche tra trance e rave sound composte come Senni sa fare. Nel brano traino Rave Voyeur il pop e gli arpeggiatori strobo di Superimpositions si espandono il giusto per comprendere smalti IDM, “archi” trattati, corde elettriche “pizzicate” come se Derrick May si fosse convertito al puntillismo della casa. Il resto della scaletta è altrettanto valido: emotiva1234 è un altro gancio verso quell’elettronica Human After All nell’era di Max/MSP e SuperCollider, delle teorie accelerazioniste applicate alla musica elettronica, della synth-organica hi-tech di Arca e Holly Herndon, mentre nell’opener Win In The Flat World e in One Live, One Chance, le sigle crack dei videogiochi piratati dei 90s forniscono lo spunto per giocare di glitchate digitali aggiornando così l’estetica del genere di cui Oval è stato pioniere, quell’Oval che figura tra le principali influenze – assieme a Fennesz – della primissima produzione di Senni, Early Works. Persona è dunque il biglietto da visita di un artista che dimostra, innanzitutto, la propria solidità, con l’orchestra appena accennata di Angel lì a sottolineare come il meglio debba ancora venire.

Nel settembre del 2017 Senni pubblica, ancora per Warp, il 12″ XAllegroX / The Shape Of Trance To Come che, “tra ironia e parodico citazionismo” (come dice L.Lupo in sede di recensione), prosegue il cammino “lungo una linea estetica e programmatica che non ha mancato di fare stage di cuori (e emoji) tra gli addetti ai lavori e non solo”. L’eclettico mixtape condiviso a novembre dal titolo The Shape of Lorenzo to Come viene presentato dall’artista come “un viaggio rave-voyeuristico nel lato puntillistico di tutte le mie diverse influenze e musicalità”.

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