Recensioni

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Poco sappiamo di Jessy Lanza, da Hamilton, Ontario. All’attivo un solo feat su un brano di Ikonika (Beach Mode, da Aerotropolis), esordisce ora su Hyperdub con questo full lenght, co-scritto e co-arrangiato da Jeremy Greenspan dei Junior Boys (anche loro originari di Hamilton), e anticipato dal singolo e relativo video Kathy Lee.

Jessy pare situarsi in una intersezione tra il synth-pop essenziale e rigoroso dei due concittadini e le tendenze più recenti che rileggono l’r’n’b alla luce degli skills produttivi now e di una coziness minimal – voce sussurrata, pochi suoni intimi e curati ma iniettati di pathos – non lontana dai modi di gente come Beacon e Inc. (giusto per citare i più famosi), e che in qualche modo arrivano fino a Twigs. Una vena che si nutre anche del proprio omologo in chiave chart e/o tamarra, se la nostra twitta – oltre che Dam-FunkKelly Rowland e il “porn r’n’b” – che poi dai, non è altro che l’aggiornamento delle cose che faceva Barry White – di LoveRance.

L’area stilistica è insomma molto inflazionata, per di più in un momento, che dura ormai da qualche anno, che punta massicciamente sul soul a destra e a manca (qualche nome tra quelli che hanno segnato le direttrici: Bon Iver, Clams Casino, James Blake, SBTRKT, The Weeknd, Jamie Woon, Frank Ocean). Eppure Jessy padroneggia la materia – sicuramente anche grazie alla salda mano di Greenspan – con modi non diciamo consumati ma neppure da esordiente, confezionando una manciata di perle che faranno contenti gli amanti di un club alt- sì, ma comunque linearmente legato, come suggeriscono le note stampa, alla house e al soft-rock anni Ottanta (si veda anche la praticamente-citazione di Da Da Da del Trio nella ritmica di Against the Wall). 

Pezzi come 5785021 (con il suo pathos trattenuto ma ostentato), Kathy Lee (costruita per piacere ai fan di dubstep (clap), footwork (cut vocali) e trap (charleston); stile questo a cui ammicca anche la title track, voce a parte e nel suo gioco di vuoti e di pieni), Fuck Diamond e As If (ottima electro) sono materiali forse non particolarmente personali, ma eccellenti, e con un grande potenziale in sede club.

Forse il disco dai suoni più cool, catchy e “dritti” del catalogo Hyperdub finora, il cui precedente immediato può in qualche modo essere rintracciato nelle produzioni firmate Darkstar.

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