SBTRKT (UK)

Biografia

From future jazz to future R’n’B: here’s SBTRKT.

Nel 2009 comincia a farsi notare nella scena bass & dubstep UK un misterioso producer, che sceglie di rimanere nascosto nei suoi show dietro maschere di ispirazione tribale e di sottrarre (SuBTRaKT, got it?) tutto il superfluo (anche le vocali dal moniker!), togliere tutti i riferimenti personali per concentrare l’attenzione su ciò che solo dovrebbe contare: la musica. La strategia del mistero attira (volutamente?) in maniera ancora più forte la curiosità dei media: chi è SBTRKT? Sotto questo alias circolano alcuni remix, sia bootleg (da Inner City Life di Goldie e Everything In Its Right Place dei Radiohead) che ufficiali (tra cui Scars dei Basement Jaxx e Constellations di Darwin Deez), e nel luglio del 2009 Fact Magazine pubblica un mix che in poco più di mezz’ora cita, tra gli altri, FaltyDL, Ramadanman e Little Dragon. Nel gennaio del 2010 esce per Brainmath (sublabel di Ramp Recordings) il singolo LAIKA, a ruota i 12″ Soundboy Shift / Rundown (per Young Turks) e, in coppia con Sinden, Midnight Marauder (Grizzly). Quando ad aprile Brainmath pubblica l’EP doppio 12″ 2020 i giochi sono fatti: SBTRKT è sulla bocca di tutti, e ormai le informazioni cominciano a circolare.

Vero nome: Aaron Jerome Foulds, cresciuto nel Cambridgeshire, un corso di produzione musicale all’Università di Westminster, una sua traccia selezionata in una compilation del 2002 a cura di LTJ Bukem. A partire dal 2004 Aaron Jerome si fa conoscere  per alcuni eleganti remix (per Nitin Sawhney, DJ Vadim, Little Dragon) che gli fanno attribuire il nickname di Mr. Soul Blender. Con il suo nome pubblica un singolo nel 2005 (Man Troubles / Jelabi) e un 12″ nel 2007 (Dancing Girl, feat. Mozez), che confluirà l’anno dopo nell’album Time To Rearrange (BBE): un ambizioso lavoro Nu Jazz con tanti featuring vocali che, pur dimostrando maestria tecnica e produttiva, risulta “fin troppo zavorrato ed eccessivamente prolisso” (E. Bridda).

Con il progetto SBTRKT Aaron Jerome passa la spugna sugli esperimenti Future Jazz, tuffandosi nelle sub-basse frequenze e nei ritmi sincopati del 2step garage, lasciando però filtrare il gusto per la contaminazione soul / hip hop / downtempo e soprattutto non perdendo il fiuto per la killer tune confezionata con i controfiocchi. Si vedano, a tal proposito, i due singoli usciti nella seconda metà del 2010: Break Off / Evening Glow (Ramp) in coppia con Sampha (da allora in poi suo vocalist di riferimento e partner in tanti live show), e Nervous (Numbers), in duo con una esordiente Jessie Ware. Proseguendo nella produzione di remix di pregio e visibilità (M.I.A., Radiohead, Underworld, Modeselektor, Tinie Tempah, These New Puritans, solo per citare i clienti più importanti del biennio 2010-11), SBTRKT misura gli ultimi passi prima dell’uscita dell’album della consacrazione: per Young Turks pubblica due EP intrecciati (Step In Shadows, fine 2010, e  Living Like I Do, aprile 2011), mentre a febbraio 2011 era uscita la piacevole parentesi del sequel della collaborazione con Sinden (Seekwal, got it?). 

Album dell’anno per DJ Magazine, tra i migliori 50 per Pitchfork, l’album SBTRKT, uscito a giugno 2011 sempre per Young Turks, è disco “impeccabile, raffinatissimo” (E.Bridda), impreziosito dagli interventi vocali del fido Sampha, Jessie Ware, Roses Gabor (per la splendida Pharaohs) e Yukimi Nagano dei Little Dragons (per la hit Wildfire). Il singolo Hold On (feat. Sampha) tratto dall’album e pubblicato nel febbraio 2012, contiene un remix firmato da “Sisi Bakbak“, alias dietro al quale si nasconde Thom Yorke (la conferma è arrivata solo nel 2014). Nel 2013 esce l’LP Live, che non aggiunge nulla a livello musicale ma che testimonia, per il trasporto e l’entusiasmo del pubblico, lo status di star raggiunto dal Nostro, che nel settembre contribuisce alla compilation Young Turks dell’anno con i due minuti e mezzo della nuova traccia IMO.

Il 2014 è l’anno dell’uscita del secondo album in studio, Wonder Where We Land (23 settembre, ancora per Young Turks), preceduto dalle Transitions Series (sei tracce strumentali divise in tre 12″ pubblicati tra maggio e giugno) e anticipato dagli streaming centellinati da luglio in poi dei primi singoli e da uno showcase mandato in onda da BBC Radio 1 in agosto.

La decisione di anticipare la pubblicazione di ben sei brani (più della metà dei 42 minuti e 23” totali dell’LP) nei due mesi prima dell’uscita del disco può dimostrarsi scelta tatticamente azzeccata, spostando l’attenzione più sui singoli episodi che non sul lavoro complessivo: in Wonder Where We Land sono infatti incastonati brani piacevolissimi e di alto livello qualitativo, in grado di alzare da soli la media della valutazione complessiva (dalla nostra recensione).

Tra luci ed ombre, Wonder Where We Land è comunque un disco “che a posteriori è da includere di diritto tra i tasselli che hanno contribuito a cementare tutto quel calderone identificabile come future r&b, emerso come una delle principali tendenze aggreganti di questi anni Dieci” (L.Roncoroni). La seconda trasmissione dell’elegante residency semestrale a BBC Radio 1 (un’ora al mese da luglio a dicembre 2015), in onda il 21 agosto 2015 (in streaming è disponibile la playlist senza voice over) contiene cinque pezzi inediti di SBTRKT. Nella puntata di ottobre compare un altro nuovo brano strumentale.

Pubblicato a sorpresa il 25 marzo 2016, l’album breve (25 minuti) autoprodotto Save Yourself  non sembra soddisfare gli standard a cui SBTRKT ha abituato: “un mediocre flusso sonoro quasi indifferenziato in cui le diverse tracce in scaletta fluiscono le une dentro le altre con continuità, ma senza nessun guizzo” (dalla recensione di L. Roncoroni)

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