Recensioni

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La cosa brutta di avanzare con l’età è che a un certo punto la maggior parte delle nuove band in cui ci s’imbatte sono formate da gente che ha mediamente 10-15 anni meno di noi. Motivo per cui ci si appassiona solo a quelle più vistosamente rétro. E’ il caso dei canadesi Jo Passed, smaliziatissimo quartetto originario di Vancouver che la sua opera “prime” (a dire il vero ci sarebbero un paio di EP a precederla) se la beve d’un sorso. E per essere un esordio, è parecchio intrigante.

Ritmi martellanti, cambi di registro repentini, sorprese ad ogni piè sospinto. Their Prime è un caleidoscopio di rimandi e suggestioni, ma resta originale e soprattutto divertente. Perchè sembrano prima di tutto divertirsi, Jo, Bella, Spencer e Daniel (si presentano così sulla loro pagina FB), e lo fanno capire fin dalla partenza del tracciato che avviene sotto le mentite spoglie di quel “falso amico” che è l’opening Left, balsamico giro in gondola tra colorati scenari psych e flebili correnti dreamy, per poi subito dopo mettere il turbo e farsi un boccone delle 12 miglia nautiche, sconfinando in acque indie-rock con la tiratissima e pixiesiana MDM. Tuttavia è Repair il brano manifesto di un lavoro che somma al suo interno di tutto e di più senza risultare indigesto. Un pezzo che parte come una arrampicata di chitarra/batteria con progressione armonica disturbata in stile Radiohead metà 90s per poi dipanarsi come una ballata dalle atmosfere alla Revolver. Non solo. A un certo punto parte l’embolo hard&heavy e dalla chitarra scoccano improvvisi fendenti à la Queen e Led Zeppelin, con il pezzo che nel frattempo volge a chiusura in maniera “sonica”.

Ma solo è un esempio. C’è spazio anche per derive rumoristiche, rovistamenti lo-fi, avvitamenti emocore. Il tutto intervallato qua e là da ballate lisergiche, marcette squinternate, filastrocche allucinate voce/chitarra con fruscio di fondo anni ’60 e ninna nanne minimal pop. E poi cavalcate che mescolano garage/psych della Bay Area e crossover losangelino, nonchè aperture che ricordano i R.E.M. periodo I.R.S. Insomma, tanta, tantissima roba. E se vi sentite vecchi, su con la vita, chè di giovani vecchi (e vecchi giovani) è pieno il mondo.

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