Recensioni
John Frusciante
John Frusciante
4-Track Guitar Music
Renoise Tracks 2009-2011
-
Luca Roncoroni
- 18 Febbraio 2016


Non è mai stato facile seguire (e soprattutto capire) i continui movimenti di John Frusciante, tra scomparse e ritorni nei Red Hot Chili Peppers, eremitaggi, infatuazioni più o meno passeggere per “(de)generi” non troppo comprensibili e una miriade di collaborazioni tra le più disparate (per un’analisi più approfondita delle sue innumerevoli peregrinazioni sonore vi rimandiamo al nostro monografico). Genio creativo purissimo anche se non sempre perfettamente a fuoco (eufemismo), il buon John continua a divertirsi tra mille progetti mai portati davvero a termine e svolte sempre più imprevedibili. Il Frusciante degli anni ’10 è un’entità sfuggente e imprendibile, che solo negli ultimi cinque anni ha regalato una trilogia elettronica (l’EP Letur-Lefr (2012) e i due indefinibili – lui ci ha provato, con un improbabile ma effettivamente calzante “progressive synth-pop” – LP PBX Funicular Intaglio Zone (2012) e Enclosure (2014)) e un Outsides EP sperimentale e abbastanza inafferrabile, oltre a sviluppare in parallelo una carriera come producer hip hop per i Black Knights (gruppo costola del Wu-Tang Clan) e inaugurare un alter ego in veste di produttore acid house chiamato Trickfinger (che ha esordito con un omonimo e riuscito LP, recensito su queste pagine nel 2015). Parola d’ordine, “disordine”, con i risultati che spaziano come al solito tra il palesemente incomprensibile e la folgorazione epifanica. Se John ci sia o ci faccia, è un quesito che attanaglia milioni di persone almeno dal 1989, e questi ultimi anni non hanno sicuramente aiutato a dissipare i tanti dubbi attorno alla figura di un musicista certamente dispersivo, ma capace anche di una sincerità e di una genialità artistica impressionanti.
Nel 2015 erano poi arrivate alcune non facilmente interpretabili dichiarazioni sul proprio (non) pubblico e sulla condivisione musicale, successivamente smentite (o meglio, chiarificate). La sbilenca ma genuina visione di John sulla musica intesa come forza superiore e sull’artista visto come intermediario, è un tenero ed affascinante pastiche dei suoi famosi spiritelli giovanili, aggiornato ad una fresca e forse un po’ ingenua mediazione new age, per un bignami quasi panteistico che ha sempre contribuito a rendercelo ancora più irresistibile. Dunque, cosa altro poteva fare il Nostro? Ovvio, aprire un nuovo account Bandcamp su cui caricare a caso diverse tonnellate di musica inedita nel solco dell’Aphex Twin più zuzzurellone. Le novità più ghiotte sono i due mini-album 4-Track Guitar Music e Renoise Tracks 2009-2011, che sembrano tracciare una sorta di ponte che attraversa l’intera produzione solista di Frusciante; il primo è una raccolta di tracce Untitled chitarristiche che sarebbero potute benissimo essere contenute nel secondo emisfero del primissimo (e capolavoro assoluto) Niandra La Des & Usually Just a T-Shirt: trame sghembe e sfatte di arpeggi malati e contorti occasionalmente innervati da drum machines minimali che lo avvicinano in parte alla produzione più recente di John; le atmosfere però sono quelle di quell’ormai lontano e difficile 1994, un tuffo nel passato nostalgico e probabilmente – ce ne rendiamo conto durante l’ascolto – necessario.
Renoise Tracks 2009-2011 è invece una sequenza di piccole schegge impazzite di elettronica iperattiva tra synth infarciti di reminescenze acid, drum machines schizofreniche e iper-cinetiche che incorporano scorie breakbeat e accelerazioni d&b, qualche richiamo 8-bit (Culminate), campionamenti vocali tra i più disparati e (occasionalmente) il solito cantato con il mitico falsetto marchio di fabbrica a fare capolino qua e là. Si tratta quasi di una raccolta di b-sides da PBX che ne riprende tanto l’eterogeneità degli stili (nel solco di quel già citato progressive synth-pop) quanto l’apparentemente confusionario affastellamento. Non manca ovviamente il pezzone più “pop”, perchè non dimentichiamoci che John è sempre stato anzitutto un artista capace di indovinare con disarmante facilità e prolificità melodie clamorose – per poi annacquarle prontamente in fiumi di deliri che hanno un senso compiuto probabilmente solo nel suo insondabile microcosmo mentale: ecco allora Unending 126 mix, che procede tra aperture e spirali insensate sulla scia di Fanfare (da Enclosure) salvo poi chiudersi su un siparietto di urla nonsense tipo 666 (da Inside of Emptiness). Boh. C’è spazio in chiusura anche per una traccia di hip hop strumentale in costante accelerazione (90/180) che, come detto, è stato uno dei suoi interessi principali negli ultimi anni.
Completano l’appello del nuovo materiale condiviso Medre, ottima traccia tra acid house dal sapore un po’ vintage e i chitarrismi (un tempo) specialità della casa, una versione acustica solo per sei corde e voce di Zone (traccia contenuta in Encosure), il prescindibile mixtape a base di sample Sect in Sgt (pubblicato a nome Trickfinger) e la crepuscolare ballad strumentale – inclusa nella colonna sonora del film Casa de mi Padre – Fight for Love, realizzata a quattro mani con l’amico di sempre Omar Rodriguez Lopez (At the Drive In e The Mars Volta).
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