• Set
    08
    2017

Album

Morr Music

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Non sempre chi fa perdere le proprie tracce è destinato ad essere dimenticato. La storia dei Lali Puna è di quelle che non ti aspetti, caratterizzata da forti accelerate e improvvise frenate, luci della ribalta e dead end. In principio fu Tridecoder (1999), che cavalcava l’ondata glitch allora in vertiginosa ascesa e la condiva con la suadente voce di Valerie Trebeljahe; poi con Scary World Theory (2001) arrivò l’endorsment di Greenwood a ridosso del paradigmatico Kid-A dei Radiohead. La stagione indietronica che caratterizzerà buona parte dei 00s era appena iniziata, con Morr a farsi bandiera del movimento, l’America a drizzare le orecchie (con i vari Dntel, James Tamborello, The Postal Service) e i Nostri ad attivare ponti e contatti con scambi di opinioni ma soprattutto di remix. Faking the Books, che seguì tre anni più tardi (2004), portava con sé tutta l’esperienza Notwist di Markus Acher reduci dei fasti di Neon Golden e quel disco, dal taglio più dreamy, ben s’inseriva all’interno di un contesto rinnovato con progetti e formazioni ad appendere al chiodo l’errore digitale per un ritorno alla strumentazione e al suonato. L’ultimo capitolo prima dello stop, Our Inventions (2010), sembrava chiudere un’epoca, non brillando per forza ed urgenza; pagava anzi il pegno di un’eccessiva autoreferenzialità. Come diceva a ridosso della sua uscita Barachetti su queste pagine, «tutto risulta come riepilogato, ribadito, purtroppo un po’ inutilmente».

A ben sette anni dall’ultimo lavoro in studio, eccezion fatta per Silver Light che per tre quarti era composto da remix, quando nessuno più si aspettava un disco dalla band tedesca, i Nostri tornano con un album che suona come un compendio di carriera ma anche come una ripartenza. Two Windows, pubblicato dalla fidata Morr Music, li vede alle prese con un rinnovato slancio, anche compositivo, e ad accompagnare il disco anche un colpo di scena: Markus Acher, marito della voce della band, Valerie Trebeljahe, nonché presenza importante / ingombrante nei suoi equilibri, ha lasciato, e probabilmente pure la coppia è scoppiata. Così il disco, se da una parte rappresenta un ritorno a certe sonorità del passato tra attitudine kraut e rarefazione in downtempo senza dimenticare una vena glitch (nostalgico quanto basta, e ripreso anche dalle nuove leve), è anche un lavoro che si reinventa nel presente, ovvero in questi anni dieci caratterizzati da post-soul / r’n’b (o post-dusbstep che dir si voglia).

La Trebeljahe scrive tutti i testi e, senza rendersi troppo vittima del gioco della separazione, ragiona sul suo stop&go parlando di emancipazione personale e globale (Come out your house, dove si fanno sentire gli echi di Caribou), del rapporto uomo-macchina e della bellezza ed asprezza del cambiamento (Wonderland). Un mix pastoso e suadente che la eleva involontariamente ad icona pop, specie nei momenti più rarefatti (Bony Fish con il feat. di Mary Lattimore), in cui echeggiano la Julia Holter di Tragedy o i primi Deerhunter. Sebbene sia la stessa frontwoman a rifiutare il perimetro dei generi, è innegabile come la pastorizzazione della filologia indietronica sia arrivata qui ad un compimento, coadiuvata sì dai feat (oltre alla già citata Lattimore anche James Tamborello / Dntel, la cui presenza in The Frame si allaccia fortemente all’indietronica USA degli anni zero. E ancora nei feat. con MimiCof e Radioactive man) ma perfetta e adulta, ad esempio nella splendida Deep Dream.

Il prorompente risveglio percettivo di una band che ha segnato l’indietronica anni zero è tutto qui. Due finestre sul mondo, quindi, un punto di vista mai univoco che racchiude la poetica dell’album ma anche l’anima della stessa band che apre il ventaglio a nuove possibilità. Two Windows è un rinnovamento che parte da lontano senza velleità di copia carbone né di rappresentare una novità assoluta, ma consapevole della propria unicità stilistica. Un qualcosa a metà tra Mount Kimbie, Stereolab e il futuro prossimo.

15 Settembre 2017
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Lali Puna

I Thought I Was Over That: Rare, Remixed, and B-Sides

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