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Per quanto possiamo impegnarci a rimandare, prima o poi occorre confrontarsi con l’evidenza. Vale anche – anzi: soprattutto – per gli inguaribili rockofili come il sottoscritto. Mi riferisco ovviamente al fatto che l’hip hop, nelle sue varie forme e declinazioni, sta raccontando il presente come il rock non sembra più in grado di fare, e che le cose stanno così da parecchio tempo. Ragion per cui, ferma restando la predilezione per il caro, vecchio e forse persino logoro rock’n’roll, ho smesso da un pezzo di nascondere la testa sotto la sabbia. Il problema è semmai orientarsi tra le specificità di una forma espressiva che ha già decenni di storia alle spalle, ramificazioni stilistiche e tematiche, profeti, pionieri, eroi ed eretici (anche contemporanei).

Ben venga quindi questo volume, che tornerà utilissimo a quelli come me, certo, anche se fare chiarezza su orizzonti e prospettive dell’hip hop non può che rappresentare un valore aggiunto anche per quanti lo frequentano da un pezzo e abitualmente. Chi conosce Luca Roncoroni per i pezzi che scrive su Sentireascoltare, sa che le sue recensioni e gli articoli scavalcano sempre lo steccato della dimensione-disco e della monografia, allargano l’obiettivo con lo scopo di collocare autore, canzoni e testi in scenari e percorsi che ne definiscano il senso nel qui e ora. Soprattutto, Roncoroni dimostra una capacità di analisi che non teme la complessità delle irradiazioni, chiama anzi in causa spesso e volentieri altri media e ambiti (cinema, serie TV, costume, sport, cronaca, politica) mantenendo un’esposizione – potrei dire: un flow – molto friendly, malgrado la disamina si presti a una terminologia, come dire, esoterica per i non addetti.

All’esordio come autore di saggistica col qui presente Hip Pop, conferma in pieno quel tipo di approccio anche sulla lunga distanza. A una prima parte che ripercorre la storia – dai block party nel Bronx al crossover dei 90s, passando per l’irruzione del rap sulla scena mainstream col rock come Cavallo di Troia (la liaison Run DMCAerosmith su tutte) – segue una sezione centrale che si concentra sulla trinità EminemKanye WestKendrick Lamar con altrettante monografie tanto concise quanto approfondite ed efficaci (bellissima in particolare quella su West, e non era facile data la natura esplosiva e controversa del personaggio), per poi concludere analizzando sviluppi più recenti (che in realtà vengono già da lontano) come il grime e la trap.

Si tratta di una lettura agile ma non priva di affondi e prese di posizione, da effettuarsi con abbondante ricorso alla colonna sonora che peraltro ci viene puntualmente suggerita – capitolo per capitolo – in appendice. Ribadisco: questo non è solo un libro da leggere, è un libro da leggere adesso.

13 Agosto 2018
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