Recensioni

«C’è spazio sul dancefloor per le emozioni, non solo per l’euforia». Le parole di Michael Mayer descrivono perfettamente il suo approccio al clubbing, una sensibilità emotiva e un’attenzione ai vocal su cassa dritta che il boss della Kompakt insegue da sempre nei suoi lavori, da Touch del 2004 all’ultimo & del 2016, passando per Mantasy (2012). E così anche questo missato per la celebre serie Dj Kicks ci mostra il producer alle prese con una selezione che fa battere il cuore oltre che vibrare la mente. Il percorso è eclettico tra disco, synthpop, kraut, electro e house ma coerente nel trovare equilibrio tra spinte dancefloor e innesti vocali e melodici a volte colorati, altre più eterei.
Si parte con le atmosfere tropicali dell’apertura (Peter Zummo – The Tape Is Chil), poi fiati orientali e danze tribali con la sua The Horn Cospiracy e Papas Groove firmata da Bvoice, Anrilov e Danilov e remixata da dOP e Masomenos. Poi Mayer apre la collezione dedicata alle sue influenze. Ed ecco la techno à la Kraftwerk di Köhncke (Feuerland), un remix del synth-pop delle brasiliane CSS (Honey), una brillante rivisitazione dei Royksopp in chiave Moroder di Please Stay di Mekon feat. Marc Almond, in un tripudio di luci strobo e febbre da sabato sera. Si danza ad occhi chiusi sul remix spacey e ipnotico di Ratcliffe di Hot On The Heels Of Love dei Throbbling Gristle fino a distendersi su un prato a guardare le stelle con i Moderat che fanno il lifting a Abandon Window di Jon Hopkins.
Le tracce, nonostante le differenze stilistiche, sfumano dolcemente senza colpi di scena e strappi improvvisi, e ci si ritrova in un club underground dopo essere partiti da una spiaggia tropicale. Mayer dietro la consolle regala emozioni.
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