Recensioni

Negli ultimi mesi ci è capitato più volte di leggere di artisti tornati a comporre nelle stesse condizioni e/o con le stesse macchine con le quali avevano prodotto i primi lavori. È stato il caso del Fennesz di Agora e pure dei Chemical Brothers di No Geography che manzonianamente citavano il ritorno in quella piccola stanza di fortuna all’interno del loro studio, stipata di vecchi strumenti utilizzati, guarda caso, per le registrazioni dei primi due album. Per Be Up A Hello l’antifona è grossomodo la stessa: Squarepusher rimette mano e cuore a computer e armamentario di gioventù (tra cui figura anche un Vic 20) per ritrovare il gusto, la spontaneità e l’euforia provati nel comporre le sue prime adrenaliniche tracce.
Pensato a mo’ di diario – con ogni composizione suonata dal vivo in studio e poi accantonata per dar spazio alla successiva – nell’album coabitano tracce dancefloor per raver britannici duri e puri e pezzi più atmosferici, il tutto in riconoscibilissimo stile Tom Jenkinson (ma senza il suo amato basso). Vortrack anticipava la prova mettendo in pista una retrofuturistica missiva spedita sui binari di un nervoso stomp robotico sul quale s’avvinghiano tentacoli acid e mani di nero darkcore, e il resto va da sé, tra ritrovati standard braindance (Speedcrank) e affondi acid sul lato techno della faccenda, qualche rimando chiptune a inizio scaletta che fa tanto amarcord (dallo spumeggiante happy tune agrodolce di Oberlove al Giappone pixelato in 8bit dell’adorabile Hitsonu) e alcune parentesi ambientali dal sapore vintage cinematografico (Detroit People Mover). A dominare mood e modi è comunque questo insidioso e corroborante humus pre-junglista (Terminal Slam e Nervelevers), il dichiarato omaggio jenkinsoniano alla scena elettronica dell’Essex dei bei tempi andati, il terreno di coltura rave che ha dato vita ai Prodigy ma anche agli Smart E e agli Urban Hype.
E qui, sull’onda di quei ricordi, rischiamo di divagare: non aspettatevi di ascoltare hoover sound, kiddy rave e campioni rubati ai Public information film britannici da queste parti; aspettatevi invece uno Squarepusher di ritorno al passato che riguarda al futuro, che si diverte come un bambino, e pensate a questa operazione come alla sua personale Analord. Nella serie di Aphex Twin c’era l’acid, qui l’hardcore breakbeat, la broda dalla quale le musiche dell’omonimo continuum si sono in seguito sviluppate, e parliamo di jungle, drum & drill’n’bass e breakcore. E ci siamo capiti.
Amazon
