Mike Bongiorno con i Depeche Mode a "Superflash" (1983)

“Are you a boy or a girl?”. Quella volta che Mike Bongiorno presentò i Depeche Mode agli italiani

Del modo di Mike Bongiorno di approcciarsi a quelli che allora erano i genere musicali in piena esplosione non solo nel mercato internazionale ma anche in quello nostrano e del suo tentativo alquanto ingessato e sicuramente programmatico di presentarlo a un pubblico non giovanissimo come lo era quello del Superflash abbiamo già parlato ampiamente nella precedente puntata dedicata alla trasmissione del conduttore in occasione dell’ospitata ai Talk Talk (riassunta efficacemente dalle parole del buon Stefano Solventi). In quella precisa occasione spiegavamo i motivi del comportamento del Mike nazionale, per nulla goffo o imbranato, ma anzi precisamente il frutto di un comportamento quasi altezzoso studiato a tavolino per il target di riferimento della trasmissione, ovvero gente ormai attempata che non vedeva l’ora di sbeffeggiare la novità “giovane” del momento. Insomma, un vero e proprio conflitto generazionale in diretta (e su questo vi rimandiamo anche all’intervista di Battiato a Domenica In sulla RAI tre anni prima).

Un secondo episodio che ben mostra quel tipo di atteggiamento accomodante e respingente insieme – cringe a dirla tutta – è quello che andò in onda nella puntata del 17 novembre 1983, sempre su Canale 5, quando ospiti della trasmissione di Mike Bongiorno furono dei giovanissimi Depeche Mode. La band di Dave Gahan, Martin Gore, Andy Fletcher e Alan Wilder era già parecchio conosciuta al di fuori dei nostri confini nazionali mentre all’epoca della trasmissione si stava godendo il successo anche dalle nostre parti, soprattutto per via della clamorosa e ottima accoglienza del loro terzo album in studio, Construction Time Again (pubblicato nell’agosto 1983) e dal quale venne estratto il futuro evergreen Everything Counts, eseguito dai Depeche in studio (e rigorosamente in playback).

Nonostante l’encomiabile tentativo di portare una ventata d’aria fresca al pubblico televisivo italiano, specie nelle emittente del biscione dove si mostrava una particolare attenzione alle nuove generazioni, a differenza della giurassicità di alcuni prodotti di mamma Rai, quello che più catalizza l’attenzione dello spettatore è l’evidente sbigottimento esibito del buon Mike che riserverà ai malcapitati di turno (come aveva fatto coi Talk Talk) frasi che riecheggeranno per molto tempo a venire. Perle come: «Are you a boy or girl?» indirizzate al povero Martin Gore che in studio esibiva una mise non proprio pudica («Gli ho chiesto se è maschio o femmina, perché sembrava una femminuccia», spiegherà il conduttore al pubblico in un trionfo di sessismo e qualunquismo cui oggi si costruirebbe un caso mediatico volto a stroncare per sempre la carriera di chiunque, giustamente aggiungeremmo) o ancora «Why are you wearing black?» verso Gahan, riferendosi al colore dei loro vestiti, o quando cerca di colpevolizzare il gruppo perché non sanno cosa significhi il termine Depeche Mode, dato che questi avevano spiegato di averlo trovato scritto in un magazine.

A margine di un siparietto tutto rivolto alle capigliature dei componenti, con una maggior enfasi su quelle di Andy e Dave (con il primo paragonato a Stanlio del duo Stanlio e Ollio per i capelli diritti), per fortuna Mike se ne esce con una profezia che se non altro si rivelerà corretta e di buon auspicio per tutti: «You’re going to be popular in the future», lo erano già, ma ci ridiamo su che è meglio così…