Album

Alla prima

25 Settembre 2020 elettronica

A sei mesi dalle sbronze house del deludente Woman Call, la produttrice di Cape Town Angel-Ho torna a sfoderare il lato più corrosivo ed esplicito della sua incontenibile elettronica multi-genere per un EP su Hyperdub, a un anno dal suo primo LP per l’etichetta Death Becomes Her. Le glaciali produzioni del duo di East London Bon (già al lavoro con Mykki Blanco, Gaika e la stessa Angel-Ho, tra gli altri), è il caso di dirlo, restituiscono un senso di misura e un’aura di mistero alle composizioni di Ho, dando ampio spazio ai suoi freestyle.

Tra esilaranti episodi vietati ai minori (iconico il contrasto tra il viscoso beat di Never Ever e l’esclamazione «Somersault on that dick!») e simbolici, urgenti paralleli tra le sfide a colpi di vogue della ball culture e le vitali battaglie di Black Trans Lives Matter («Silence is not in our vocabulary!», recita in Juice), Angel-Ho va affinando il suo personale brand di «Hip-Hop Haute Couture» indebitata tanto verso le sfumature più distopiche dell’elettronica sperimentale, quanto verso l’assertività senza compromessi delle regine del rap («When Nicki said ‘All these bitches is my sons!‘, I felt that», conferma in I Want You Too).

 

 

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