Album
Parklife
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Daniele Rigoli
- 25 Aprile 2022
Pochi dischi hanno saputo raccontare uno spaccato dell’Inghilterra come Parklife. Assimilati i postumi dalla sbronza baggy di Leisure e dopo un più che convincente Modern Life Is Rubbish, che in prospettiva anticipava la direzione del pop britannico almeno per un paio d’anni, i Blur, con la terza prova, finalmente ce la fanno. Un ritratto tra l’autentico e il caricaturale di Londra e dell’Isola tutta, tinteggiato con il pennello ironico e corrosivo di Damon Albarn: sedici cinici acquerelli che scandagliano usi e i costumi della middle class, affidandosi a characters che raccontano fulgidi spaccati d’esistenza.
Bastano giusto un paio di episodi a epitomizzare la carriera dei quattro: il basso spericolato di Alex James sulle tastiere della formidabile Girls & Boys, in pratica la promiscuità esportata con orgoglio dai compatrioti alla periferia dell’Impero, e il riff killer della title track con tanto di featuring dell’icona mod Phil Daniels (aka Jimmy di Quadrophenia), entusiasmante binomio parlato-ritornello di un guardone che si gode gli altri andare al parco. Un agile compendio di racconti sui nostri tranquilli e affabili vicini di casa, ma circoscrivere il biondo di Leytonstone a scanzonato narratore di concittadini in vitro non rende giustizia a un’impressionante capacità di approfondire a tinte malinconiche le sfaccettature della condizione umana che permea tutta l’opera.
Parklife è il vero bignami del Britpop, che vede nelle note a piè di pagina i Kinks del periodo d’oro, gli XTC (Tracy Jacks e London Loves) e il David Bowie berlinese (Trouble In The Message Centre, This Is A Low), il Bacharach della meravigliosa To The End, ma anche lo spazio profondo barrettiano (Far Out) e sciocchezze di pregio come The Debt Collector e Lot 105. Un’opera che è rivelazione totale di un fenomeno – quattro volte platino in UK, vincerà altrettanti Brit Awards – tracciando inconsapevolmente un solco profondo, profondissimo con gli Oasis: solo un anno più tardi le due compagini si sfideranno per decretare il migliore d’Albione. Pop ridisegnato ad arte, anglocentrico fino al midollo. I Blur si consegnano all’eternità.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Girls & Boys
- 2 Tracy Jacks
- 3 End Of A Century
- 4 Parklife
- 5 Bank Holiday
- 6 Badhead
- 7 The Debt Collector
- 8 Far Out
- 9 To The End
- 10 London Loves
- 11 Trouble In The Message Centre
- 12 Clover Over Dover
- 13 Magic America
- 14 Jubilee
- 15 This Is A Low
- 16 Lot 105
