Soft Pink Truth

Battezzato nel 2001 con l’EP Soft Pink Missy, The Soft Pink Truth è il progetto solista della metà dei Matmos, Drew Daniel, nato da una scommessa tra l’artista e Matthew Herbert che lo aveva sfidato a produrre un album dance.

Do You Party?, licenziato da  Soundslike – label dello stesso Herbert – nel 2003, è “una macchina del tempo impazzita nelle mani di un deus ex machina che conosce bene gli anfratti della cultura popular, mettendoli al servizio di uno streaming warhol-iano veloce e imprevedibile, tridimensionale, grazie ad un sound più vicino a Kid606 e soprattutto Blevin Blectum di quanto i Matmos siano mai stati“, affermavamo in un articolo dello stesso anno, “dalle voci funky alle zampe d’elefante, dal breakbeat dei rapper alle collanone d’oro al petto, dal dance-floor punk a quello house, dai Kraftwerk a Priscilla… …tutto è catchy (attraente, accattivante) e (quasi) mai banale” come “come un incrocio tra Prince, Timbaland e Akufen“.

La ragione sociale torna un anno più tardi, con un concept album sulla rivisitazione elettronica di brani punk e hardcore americani e britannici, ovvero Do you want new wave or do you want pink truth?. “L’idea è interessante“, sottolineamo nella recensione, “reinterpretare alcune chicche dell’hardcore e del punk in chiave (hard) electro-pop esaltandone le declamazioni. Rispetto al precedente Do You Party? i sapori sono maggiormente anni ’80 e ritmi più serrati, minori gli interventi “frullatore”… …a tutto vantaggio delle numerose sincopi di basso e delle innumerevoli modulazioni delle frequenze più profonde (leggi alla voce Roland 303)“. Time Out l’ha definito come un “Voguing past dark-core, Studio 54-style disco, filtered house, robo-funk and twitchy two-step on his way to radical real-deal cool“.

Dieci anni più tardi, nel 2014, Daniel torna con Why Do The Heathen Rage? su Thrill Jockey, una collezione di versioni elettroniche di classici black metal con ospiti Antony Hegarty (Antony and the Johnsons), Terence Hannum (Locrian), Jenn Wasner (Wye Oak), M.C. Schmidt (Matmos), e in particolare, Owen Gaertner dei Horse Lords, che ha coadiuvato il musicista nel trasporre gli accordi per chitarra.

Tra le cover: una versione industrial gabber di Black Metal dei Venom con ospite Bryn Collins,  Sadomatic Rites dei Beherit in abiti trap rave e Ready to Fuck dei Sarcofago, con il cammeo di Jenn Wasner dei Wye Oak e ritmiche house.

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