Sophie (UK)

Biografia

In attività già dal 2011 come dj e remixer (il primo lavoro è per la Highlife di Auntie Flo) nel roster dell’agenzia di Glasgow Huntleys + Palmers, SOPHIE è senz’altro uno dei musicisti con la carriera più folgorante del 2014 elettronico. Da Bipp, hit di culto già nel 2013 poi ristampata come singolo con retro Elle dopo la firma con Numbers, nel giro di pochissimo tempo la storia del producer impenna su scala internazionale. Da Diplo alla j-pop star Kyary Pamyu Pamyu, da Madonna alle agenzie booking più quotate, tutti hanno gli occhi puntati su di lui, che finisce per diventare il nome da spendere anche quando si parla di Pc Music, ovvero la netlabel più amata e odiata dell’annata, oltre che il caso mediatico dell’anno per molte testate specializzate. Del resto, le affinità che lo legano all’etichetta Soundcloud based, non si fermano ai paragoni della stampa ma si risolvono quasi immediatamente in una collaborazione con A.G. Cook, boss dell’etichetta con il quale SOPHIE attiva una laison sotto il nome di QT e un singolo dal sapore j-pop (che è anche una fittizia bibita energetica), Hey QT, edito da XL Recordings.

In piroetta tra le dolciastre melodie Pc Music (l’hyper real pop) e un proteico parco ritmi, la musica del producer si assesta, durante il 2014, su un mix di pop, house e hip hop con forti legami 90s, l’amore per il kawaii e una particolare predilezione per la musica tastierona dei Luna Park. Che si parli di electro house, colonne sonore di videogame Playstation o una versione japan-teen di Far Side Virtual non fa molta differenza: la musica dell’ennesimo produttore mascherato (la cui identità del resto non è poi così segreta) rappresenta una mutazione genetica tanto della vaporwave intellettuale (da cui eredita anche la virtualità dell’artwork), quanto dell’efficacia del Rustie più esposto all’hip hop sia quello legato all’aquacrunk, al WOW e alla sincopata scena di Glasgow (vedi anche Hudson Mohawke).

In comune tra Rustie e SOPHIE, anche Numbers, l’etichetta con la quale il producer pubblica i due fortunati 12” del 2014, entrambi imprevedibili spara e fuggi tra zuccherose melodie ottenute con caratteristiche voci in elio (più sul lato j-pop che non su quello dell’hardcore del ’92) e sincopati da armamentario grime, quando non parentesi strumentali – Elle – dove troviamo anche interessanti fuori programma come le soluzioni eski à la Lost Codes di Visionist, altro producer che, non a caso, ha creato ponti tra la nuova ondata grime e la scena vaporwave americana.

Del resto, il successo della formula SOPHIE, ben congeniata a livello di comunicazione (vedi l’intervista di Skream del 2013 o quella a Pitchfork nel 2014) ma soprattutto originale a livello sonico (vedi il singolo Lemonade / Hard) è l’aver condensato, in minutaggi davvero brevi, un vasto insieme di stimoli elettronici e citazionisti ad ampio spettro, brevità e divertimento che caratterizzano anche i suoi live set – vedi quello a Los Angels organizzato da Boiler Room per l’evento legato alla presentazione di Chimes EP di HudMo – dove il ragazzo propone un frullato di r’n’b e house con calcolata ingenuità e uno spaventoso mascherone da trans, ma anche la sua versione astratta e performativa come QT (vedi il siparietto che precede il singolo Hey QT sempre all’interno della stessa serata della Boiler Room).

«Cerco di fare musica divertente da ballare, questo il messaggio che deve arrivare più forte», ha dichiarato sulla press del suo primo electro-house-retrò single Nothing More To Say «Credo sia tremendamente eccitante che la musica possa farti provare le stesse emozioni delle montagne russe del Luna Park».

Ormai immancabile ad eventi e festival internazionali, Sophie viene chiamato a suonare anche in Italia (ricordiamo il live set, al Lanificio 159 di Roma il 16 gennaio 2015) e partecipa all’edizione 2015 del Sonar (di cui abbiamo anche un live report). A novembre 2015 esce PRODUCT, più che il primo album del producer concettuale, un prodotto a metà tra eccentrico fashion design (sono disponibili per l’acquisto versioni digitali vendute assieme a giacche imbottite, sfarzosi occhiali e scarpe con la zeppa probabilmente disegnati da lui) e una raccolta di singoli già editi (Bipp / Elle e Lemonade / Hard) assemblati con tracce inedite, una sorta di best of, in pratica, con tanto di edizione speciale con fantomatico silicon product.

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