In un’intervista concessa a Fast Company, Björk ha raccontato al giornalista Rob Brunner diversi aspetti legati alla realizzazione del nuovo album Vulnicura e del suo rapporto con la tecnologia.
Riguardo alla scelta di non pubblicare il disco su Spotify (sebbene la sua intera discografia sia attualmente ascoltabile attraverso il popolare servizio streaming), la posizione della cantante è stata etica («non è una questione di soldi ma di rispetto. Non trovo corretto lavorare su qualcosa per due o tre anni e poi ritrovarmela in streaming gratuito»), ma anche pragmatica («il modello di Netflix potrebbe essere la via giusta. Prima vai al cinema e poi ti ritrovi il film in streaming. Forse Netflix è la strada giusta da percorrere. Prima si pubblica il disco nella sua versione fisica e successivamente lo si mette in streaming»), mentre per quanto riguarda il leak che l’ha costretta ad anticipare di due mesi la sua pubblicazione parla di «una strana benedizione» («[dopo la separazione da Matthew Barney] il leak è stata un’altra di quelle cose che mi sono successe e che non dovevano succedere… …in un certo senso è stato parte dello spirito con il quale l’album è stato realizzato. Non avevo scelta e dovevo accettare anche questa cosa»).
Björk, inoltre, ha raccontato di essere molto soddisfatta del lavoro di Andrew Thomas Huang dietro al videoclip di Stonemilker, che è stato girato per il display di realtà virtuale Oculus Rift e sarà presentato all’interno della retrospettiva dedicata alla cantante al MoMA di New York che verrà inaugurata a marzo. D’altro canto, sebbene Björk giudichi le APP per cellulari come «starting a punk band again», non vede all’orizzonte un album interamente composto con l’head set virtuale («non mi piace lavorare al gadget per il gadget. E poi è una questione di budget. Le app sono convenienti ed economiche, filmare per Oculus Rift non lo è affatto»).
Riallacciandoci al discorso dello streaming musicale, Björk non è la prima musicista a negare il consenso alla diffusione in streaming gratuito della propria musica; anche Thom Yorke dei Radiohead – che si è espresso più volte sull’argomento in passato – ha tolto dalla piattaforma il suo catalogo più di un anno fa, la stessa decisione che ha preso, in tempi recenti, anche Taylor Swift.
In archivio trovate la recensione di Vulnicura firmata da Stefano Solventi, autore anche di un esaustivo monografico su queste pagine.
L’artista islandese è attesa quest’estate per un’unica data italiana all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

