Le classifiche degli addetti ai lavori #9: Marco Pecorari (Rumore)

Appuntamento numero 9 con le classifiche del 2015 degli addetti ai lavori con Marco Pecorari di Rumore

Dopo il finale d’anno con la classifica di Costantino Della Gherardesca, ricominciamo la serie delle classifiche 2015 degli addetti ai lavori (qui trovate indicizzate tutte le precedenti) con un altro grosso calibro,  Marco Pecorari. Firma storica di Rumore e tra le più interessanti, non solo contenutisticamente ma soprattutto per stile di scrittura, già fanzinaro della prima ora, parte integrante del nucleo storico di vari blog come Spadrillas In The Mist e Bastonate senza per questo ritenersi un blogger, collaboratore free-lance a più riprese con testate varie, nella classifica di Pecorari sono riconoscibili due linee direttrici, cinema e underground, spesso se non sempre concatenate l’una all’altra.

«Per ridurre la complessità ho escluso i dischi stranieri. A dirla tutta, dovendo ascoltare (che già “dovendo” è un ossimoro) con un minimo di attenzione dischi italiani “per lavoro” (mi riferisco al fatto che ogni mese devo scrivere una rubrica dedicata ai progetti musicali italiani per un magazine musicale: alla fine diciamo che si tratta di hobby retribuito che in quanto tale diventa un obbligo morale quasi) alla fine potremmo considerare questa “lista” i dischi e/o i progetti musicali verso i quali ho diretto la mia attenzione in epoca di ascolti musicali in cui il deficit dell’attenzione la fa da padrone».

«Non so se è invidia ma devo dire che, dando per scontato che ascoltare musica sia un piacere, rosico molto quando vedo le playlist, incluse quelle che mi hanno preceduto perché mi fanno sentire che non sono sul pezzo e anche che non sono un vero addetto ai lavori. Tra l’altro devo pure dire che la playlist che ti sto scrivendo si differenzia da quella che ho consegnato a Rumore, sta cosa mi fa un sorridere perché alla fine sta cosa della playlist è come una foto, ferma un istante preciso e quello prima e quello son istanti diversi. Detto questo…»

1) Heroin In TahitiSun And Violence

Se c’è un disco che mi ha affascinato, nel senso “alla De Martino” del termine, è questo: suggestivo, evocativo, legato ad un immaginario che come detto mi affascina e quasi mi ossessiona. Anche in questo caso poi pensare che uno dei due HIT è anche un ottimo scrittore di musica (o di cultura accelerazionista o vattelapesca, come il topo di Gianni Rodari in Favole Al Telefono) mi fa rosicare molto. Ribadisco che comunque in un brano c’è Piero Pelù ospite alla voce.

2) CalcuttaMainstream

C’è poco da dire: mi è arrivato l’album da recensire verso metà novembre e a metà dicembre me lo stavo ancora ascoltando. Per il resto le chiacchiere stanno a zero quindi come commento basta questo.

3) AA.VVNostra Signora Delle Tenebre

Come ha scritto qualcuno è un mezzo manifesto di una scena musicale che come sai ho fatto di tutto per spingere, nel mio piccolo. Oramai da qualche anno le colonne sonore assieme alla library music sono una mia ossessione e vedere uscire un doppio lp con reinterpretazioni di brani delle colonne sonore di film di Joe D’Amato, Fulci, Lenzi mi ha fatto molto godere.

4) MoodMood

L’album non rende l’intensità che questo duo di sbarbi ha dal vivo. Post-rock suonato con irruenza punk-hc. Sarà sta cosa, sarà appunto la giovane età ma è uno dei pochi gruppi “nuovi” che dal vivo è stato capace di emozionarmi

5) Crimea XIncubo Sintetico

Ok, è un ep. Ok sono “cover”. Ok nel 2015 Carpenter ha fatto un album per Sacred Bones. Ok, sono ossessionato dalle colonne sonore.

6) Squadra OmegaAltri Occhi Ci Guardano

Più o meno inserito da tutti gli addetti (maschile d’obbligo!) ai lavori che mi hanno preceduto. Quasi alla pari dei loro live. Che altro dire che non è gia stato scritto e detto da Ondarock?

7) HallelujahHallelujah

Visti dal vivo a maggio, un concerto che boh, mi ha ricordato i Lost Sounds che sono uno dei miei gruppi di culto. Disco e gruppo da veri misfits nel senso letterale del termine.

8) Alfio AnticoAntico

In teoria esce a inizio gennaio. Ma in finale io l’ho ascoltato entro il 2015 quindi… nei vari cortocircuiti spaziotemporali poi sono già uscite delle recensioni che non dicono che il disco è stato prodotto da Lorenzo Urciullo/Colapesce che a me piace molto. Non conoscevo questo personaggio prima di ascoltare questo disco, ho letto la sua storia ed è un personaggio affascinante come questo album. L’ho già detto per Heroin in Tahiti e lo ridico.

9) Godblesscomputers Plush And Safe

Riporto un post di Lorenzo del 21 dicembre: «Questo 2015 lo ricorderò come l’anno della mia definitiva crescita artistica e umana, dei lunghi viaggi con Edoardo alla scoperta di luoghi nei quali suonare, delle tante persone che si sono innamorate della mia musica, di quelle che l’hanno odiata e dell’insofferenza che nutro verso buona parte delle persone che gravitano attorno a questo ambiente. Esporsi costa fatica, giudicare molto meno. Quest’anno ho capito che non ha senso gettare in pasto alle persone la propria intimità, le proprie storie in maniera così diretta, perché in fondo là fuori è pieno di sentimenti negativi, primo fra tutti l’invidia. Il 2015 è stato soprattutto l’anno di Plush And Safe, il mio disco più bello e importante, un disco che parla di me in maniera sincera e profonda. Un disco che non mi aspetto che capiate o apprezziate, perché in fondo non importa. Perciò grazie, ma anche vaffanculo. Con affetto, Lorenzo».

10) Tab_UlarasaRagni Giganti

Questo album quasi-solista (Flavio Scutti ha sovrainciso basso, tastiera ed elettronica assortita, oltre ad occuparsi della produzione) è la sintesi perfetta della sua estetica: minimalista, elettrico, lo-fi, trasognato. Fondamentalmente le canzoni si riducono a filastrocche, finestre aperte sulla quotidianità o sulla quotidiana riflessione sulla vita, appoggiate su riff di chitarra minimalisti come se un bambino cercasse di suonare gli Screamers con una Squier a cui mancano due o tre corde. Tutto attorno c’è una nebbia, uno sfrigolio di aggeggi elettronici, onde quadre spiaccicate sulle pareti, linee di basso quasi inesistenti, interferenze radio. Sembra davvero di essere dentro una stanza arredata da Dalì, a parlare con un personaggio dei fumetti che prima ti urla in faccia “Basta pasta! Voglio solo una frittata!” e poi ti sconvolge con illuminazioni oblique. (ho copiato da un sito che ho trovato online ero stanco, sono le 22.26 di un lunedì lavorativo dopo natale)

Tracklist
  • 1 Heroin In Tahiti - Nuda Per Satana (A. Baldan Bembo)
  • 2 The Lay Llamas - Palude (L. Michelini)
  • 3 Second H. Sam - Gli Ultimi Cannibali (N. Fidenco)
  • 4 Lamusa - Tourist Trap (P. Donaggio)
  • 5 Edible Woman - Magic & Ecstasy (E. Morricone)
  • 6 Mai Mai Mai - Sette Note In Nero (Bixio – Frizzi – Tempera)
  • 7 Jennifer Gentle - Chanson De La Nuit (E. Macchi)
  • 8 Slumberwood - Toby Dammit (N. Rota)
  • 9 Mamuthones - The Thing (E. Morricone)
  • 10 Gianni Giublena Rosacroce - Incubo Sulla Città Contaminata (S. Cipriani)
  • 11 Beautiful Bunker - L’Aldilà (F. Frizzi)
  • 12 Cannibal Movie - Sans Espoir (B. Nicolai)
  • 13 Father Murphy - L’Alba Dei Morti Viventi (Goblin)
  • 14 OvO - Nuda Per Satana (A. Baldan Bembo)
  • 15 Maria Celeste - Cento Campane (Fiorentini – Grano)
Heroin In Tahiti
Nostra Signora Delle Tenebre