Levante, foto tratta da account social artista 2020

Levante. “Vertigine” è l’esempio di quel “poppettino” italiano denunciato dai Verdena

"Vertigine" mostra un'evidente tendenza al ribasso, al giocare su territori dalla facile e sicura presa sul pubblico

Il singolo Vertigine, realizzato da Levante in collaborazione con Altarboy per la colonna sonora della terza stagione di Baby, è un po’ come la prova del nove delle parole che Alberto Ferrari dei Verdena spendeva qualche mese fa per descrivere una certa tendenza dell’ultimo pop italiano: «Certe cose, secondo me, adesso già non hanno più senso, tipo quei nuovi generi che sono nati da poco, come il nuovo poppettino italiano. Mi sembra già antico, ecco. E, semplicemente, brutto».

Diciamo questo con un profondo rammarico, visto quello a cui ci aveva abituato la cantautrice siciliana nell’ultimo periodo: dal discreto ultimo album Magmamemoria all’approdo a Sanremo (con la buona e fresca Tikibombom) e con il recente singolo post-lockdown Sirene. Al contrario, quest’ultimo Vertigine mostra un’evidente tendenza al ribasso, al giocare su territori dalla facile e sicura presa sul pubblico (magari proprio quello più giovane e smaliziato, target della serie Netflix) e una urticante paradisizzazione generale nella composizione, praticamente studiata a tavolino e priva di sorprese.

A salvarsi, forse, rimane il testo, scritto con consapevolezza e lucidità, ma anche con una certa nostalgia verso un determinato periodo dell’esistenza, quell’adolescenza tanto sfuggente quanto ingenua.

Così, la stessa Levante ha descritto il suo brano sui vari canali social:

Vertigine è il salto nel vuoto dell’incoscienza adolescenziale. L’assenza di paura nonostante il dolore delle prime ferite. Sapere di aver perso un pezzo ed essere pronti a perderne altri ancora

Tracklist