Film

Andrea De Sica, Letizia Lamartire

Baby – Stagione 3

16 Settembre 2020 Italia drammatico

In un’annata piena zeppa di prodotti Netflix italiani dalla scarsa resa qualitativa (Luna Nera, Summertime, Curon, Sotto il Sole di Riccione), non poteva mancare la stagione conclusiva di Baby, la serie ispirata dall’ormai lontano scandalo delle “baby squillo” del quartiere romano dei Parioli. Scritta a quattordici mani dal giovane collettivo GRAMS e con la direzione registica di Andrea De Sica (aiutato sporadicamente da Letizia Lamartire), Baby ha già avuto due cicli di episodi di discreto successo di pubblico ma poco brillanti nella loro effettiva realizzazione.

Come potete leggere nella nostra recensione della seconda stagione, a fare da padrone in questa patinata messa in scena del caso di cronaca è stata la mancanza di una potente rappresentazione dello scandalo, il cui aspetto più importante – la sessualità – non è mai stato veramente approfondito come ci si aspetterebbe da una storia di questo tipo. E, tralasciando dal discorso la recitazione acerba dei protagonisti e una sfacciata rincorsa delle mode giovanili (musicali, linguistiche, d’abbigliamento…), le cause principali risiedono tutte nella volontà di far girovagare i personaggi non tanto nei meandri delle loro oscure doppie vite, quanto nelle solite dinamiche liceali (e familiari) che, in fin dei conti, allontanano il prodotto dall’originalità cercata e da una realtà mai sfiorata.

Il trailer ufficiale della terza ed ultima stagione promette sia la risoluzione dei percorsi narrativi aperti in precedenza (relazioni segrete, relazioni tossiche, rapporti familiari disfunzionali, droga, alcol, prostituzione ecc.) sia la definitiva emersione della verità; già dagli estratti e dal poster («nessun segreto dura per sempre») si capisce che sarà un vero e proprio leitmotiv. Inoltre, alla stregua della superflua seconda stagione della Tredici d’oltreoceano, a questo nuovo ciclo di episodi è probabile si aggiunga una sfumatura da legal drama, avendo come perno centrale il processo attraverso il quale l’Italia scoprirà la vita segreta di questi teenager romani. «Credo che la cosa più giusta sarebbe ammettere che ognuno di noi in fondo è responsabile», dice in tribunale il personaggio di Benedetta Porcaroli che, anche a discapito dell’altra protagonista interpretata da Alice Pagani, si è guadagnata il posto centrale del palcoscenico (d’altronde è suo il voice over che accompagna la serie fin dal suo esordio nel 2018).

Se negli anni scorsi la serie è stata accompagnata dalle note di artisti internazionali (London Grammar, Chvrches, James Blake) e nazionali (MåneskinTommaso Paradiso), per questa stagione è stato chiamato per un brano originale Achille Lauro, da poco tornato nel dibattito musicale italiano con il suo ultimo album 1990. Della sua sfacciatamente rock classica Maleducata, che verrà pubblicata il giorno dopo la messa in streaming degli episodi, si può già sentire un estratto all’interno del trailer («Sì ti voglio sentire così, maleducata / fammi male ora che sto qui»).

Su SA potete recuperare la recensione della prima stagione di Baby, oltre a quella della sopracitata seconda stagione (entrambe scritte da Nicola Rakdej). Inoltre, per rimanere in tema Netflix Italia, potete leggere anche la recensione di Summertime e quella di Sotto il Sole di Riccione. Per quanto riguarda Achille Lauro trovate la recensione di 1990 scritta da Luca Roncoroni.

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