Migliori album 2016. La Top 100 di The Quietus

Migliori album 2016. The Quietus ha stilato la sua TOP100

Era attesa la classifica di The Quietus, British online music e pop culture magazine tra i più blasonati in Europa e nel mondo. La testata ha introdotto la propria lista di fine anno allegando delle few notes, come le ha chiamate la redazione, ruotanti attorno al nodo più cruciale del dibattito musicale odierno, ovvero il ruolo della musica all’interno dell’attuale scacchiere politico ed economico mondiale, comprese ovviamente le sue implicazioni sul clima (quest’anno abbiamo avuto un incremento record nelle temperature globali) e sociali (le disparità tra ricchi e poveri sono destinate a crescere esponenzialmente). Due frasi in particolare emergono dalle loro interessanti argomentazioni: «We need this music not just for solace and escape in uneven times, but to instigate debate and change minds» e «[ad blockers are] proving to be, and increasingly will be, a disaster for independent publishers like The Quietus». Quest’ultima affermazione, in particolare, riguarda la loro come la nostra testata, che sopravvive grazie alla pubblicità online. Di seguito la top 10 del magazine.

ONE: Årabrot – The Gospel
TWO: Solange – A Seat At The Table
THREE: Innercity Ensemble – III
FOUR: Jessy Lanza – Oh No No No
FIVE: Shirley Collins – Lodestar
SIX: Fat White Family – Songs For Our Mothers
SEVEN: David Bowie – Blackstar
EIGHT: Ian William Craig – Centres
NINE: D∆WN – Redemption
TEN: Jenny Hval – blood bitch

Sul sito del magazine trovate l’articolo e il dettaglio completo della classifica, mentre su SA sono consultabili gli estratti delle classifiche di Paste, Cahiers du Cinéma, Rolling Stone, NME, Rough Trade, Consequence Of Sound, TIME e Stereogum e la lista dei migliori artwork dell’anno secondo FACT.

Tracklist