Dell’ennesima sbracata di Morrissey vi abbiamo detto in questi giorni. Intervistato dal nipote, l’ex Smiths si è difeso dalle accuse di xenofobia che gli sono state ripetutamente mosse (almeno da quando pubblicamente dichiarò il suo supporto all’estrema destra britannica) dichiarando che «tutti, alla fin fine, preferiamo la nostra razza» e che «i confini, se sono stati inventati, a qualcosa servono: mettono ordine», affermazioni che non hanno fatto altro che gettare ulteriore controversia sui già contorti e criticatissimi pensieri dell’uomo.
Sulla questione è dunque intervenuto Billy Bragg, songwriter con un lungo curriculum fatto di impegno civile, politico e non ultimo musicale (vedi la ristampa di Life’s A Riot). Intervistato da The Big Issue, il musicista britannico taglia corto affermando che Morrissey non merita né la nostra empatia né il nostro rispetto: ha tradito i già spezzati cuori della fanbase della band che un tempo condivideva con Johnny Marr e non solo, lo stesso Marr non merita che la legacy degli Smiths venga trascinata nel fango per le visioni politiche del suo ex frontman.
Per Bragg, sostenere la nota attivista anti-islamica, nonché fondatrice di For Britain, Anne Marie Water – del cui partito Moz, peraltro, indossava la spilletta durante la sua ultima performance televisiva – è inaccettabile: «ha deciso di tradire tutto quello che aveva affermato con gli Smiths… …una band che è stata fondamentale per dare a tanta gente che si sentiva disconnessa dalla società un modo per trovare una propria identità. Ha totalmente gettato alle ortiche tutto questo».
Sulle visioni politiche di Morrissey abbiamo recentemente parlato anche in sede di recensione del cover album California Son: particolare in quella tracklist la scelta di due canzoni di Phil Ochs e Bob Dylan, brani decisamente lontani per urgenza e impianto ideologico dalle idee di For Britain.
