Morte di Mark Hollis. La conferma del manager Keith Aspden

Mark Hollis, svelata la causa della morte; alcuni vecchi video dei Talk Talk; i tributi di altri artisti.

Il manager di Mark Hollis ha dato definitiva conferma che il frontman dei Talk Talk (e non solo) è morto lunedì 25 febbraio all’età di 64 anni.

Keith Aspden, che per molti anni ha curato l’attività professionale del musicista, ha rilasciato una nota in cui dichiara che il suo ex assistito è deceduto dopo una breve – e non specificata – malattia. «Sto ancora cercando di accettarlo, è triste ma è vero – ha detto a Pitchfork – Mark è morto dopo una breve malattia da cui non è riuscito a guarire. Mi sento profondamente scosso per una persona davvero rimarchevole che è sempre rimasta se stessa nel corso della sua vita. Non so spiegarvi quanto Mark abbia influenzato e cambiato la mia percezione dell’arte e della musica. Sono grato per il tempo passato con lui e per la bellezza che ha condiviso con noi».

Per commemorane la morte, Rumore ha rispolverato alcuni vecchi video di esibizioni italiane dei Talk Talk. Ve ne riportiamo due: la prima, e più curiosa, fu quella per uno show TV targato Mediaset. Immaginate in un programma musicale che va in onda su Canale 5 arrivare in sequenza prima i Goblin (o comunque il loro leader Claudio Simonetti) e subito dopo – appunto – i Talk Talk. È successo il 4 aprile 1984, il programma era Superflash e a condurlo c’era Mike Bongiorno. La band inglese aveva da poco pubblicato il suo disco più famoso, It’s My Life, e il popolare presentatore la introdusse così: «Un complesso che sta andando per la maggiore, che ha spopolato in Inghilterra in questi due anni, e quindi noi siamo tra i primi a presentarveli». La band in quell’occasione eseguì la title-track del suddetto album, il secondo in ordine cronologico della discografia della formazione di Londra.

Dopo l’esecuzione del brano ci fu un breve siparietto tra Bongiorno e i componenti del gruppo. Mike, leggendo paro paro dalla cartella stampa, presenta i componenti del gruppo e li invita a confermare gli hobby che ha scritto sul foglio… Nella nota, si accorge, ci sono tre nomi ma i musicisti sono cinque. Sono i musicisti live aggiunti del gruppo che vengono presentati a loro volta…

La seconda è ovviamente l’esibizione a Sanremo del febbraio 1986. Di lì a pochi giorni sarebbe uscito The Colour Of Spring, il loro terzo album, e il quartetto londinese si esibì sul palco dell’Ariston con il primo singolo Life’s What You Make It.

https://youtu.be/vjCdd1ebctU

Intanto proseguono via social i tributi a Mark Hollis da parte di artisti famosi. C’è il saluto dei Duran Duran («Mark è stato il principale compositore di alcune canzoni davvero grandi»), quello di Tim Burgess dei Charlatans («Triste notizia Mark Hollis. Quanta bella musica») e quello del tecnico del suono Richard King («Mark Hollis e i Talk Talk hanno creato una musica spirituale britannica completamente unica»).

Ma ci sono anche i commenti, citati da Pitchfork, di Jim James dei My Morning Jacket («R.I.P. Mark Hollis, una delle più grandi voci di sempre»), Andy Bell dei Ride («RIP Mark Hollis e grazie per quella che è stata tra la migliore musica di sempre») e degli Xiu Xiu («Mark Hollis, ecco una voce che non possiamo accettare di aver perso. Grazie, genio fantasma, grazie»).

I Talk Talk, ricordiamolo, furono attivi dal 1981 al 1991. Cinque gli album pubblicati in tutto. Su SA trovate le recensioni di Spirit Of Eden e dell’esordio omonimo solista di Hollis, nonché la storia dietro l’ultima pubblicazione del musicista, e un editoriale di Stefano Solventi pubblicato in queste ore.

Tracklist
  • 1 The Colour Of Spring
  • 2 Watershed
  • 3 Inside Looking Out
  • 4 The Gift
  • 5 A Life (1895 - 1915)
  • 6 Westward Bound
  • 7 The Daily Planet
  • 8 A New Jerusalem
Mark Hollis
Mark Hollis