Non solo l’accusa di aver fatto parte di una banda armata e i conseguenti strascichi giudiziari che l’hanno portato a testimoniare davanti alla corte federale di Manhattan. Tekashi 6ix9ine ha fatto parlare di sè anche per aver tentato di strangolare un ragazzo a luglio dell’anno scorso. Accusa che però adesso cade definitivamente, in primis perché qualche mese dopo l’accaduto fu la stessa vittima a chiedere che il caso fosse chiuso, e poi perché – stando a quanto rivela TMZ – il procuratore distrettuale della contea di Harris, in Texas, ha messo nero su bianco che al momento «ogni spostamento del rapper comporterebbe rischi per la sua sicurezza». Tekashi si trova infatti sotto protezione delle autorità federali per le dichiarazioni rilasciate al processo contro due suoi ex compagni di gang (entrambi poi finiti agli arresti).
L’episodio del tentato strangolamento, avvenne nel centro commerciale Houston Galleria. Secondo un report della polizia citato da Pitchfork, pare che la colluttazione sia stata ripresa con un cellulare e che 6ix9ine e la sua security abbiano preteso la cancellazione del video dallo stesso telefono della vittima. E che Tekashi sia un soggetto abbastanza “irrequieto” è confermato anche dalla circostanza – riportata sempre da Pitchfork – che a maggio scorso è stato arrestato per guida senza patente e oltraggio a pubblico ufficiale.
Di recente, l’artista ha firmato un nuovo contratto discografico da 10 milioni di dollari. Ricordiamo che il suo ultimo album è stato DUMMY BOY, uscito a novembre 2018. Su SA trovate una scheda dettagliata, l’ascolto dell’album e la nostra recensione a cura di Luca Roncoroni.