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“Certamente c’è stata vita prima del Boxed”, sentenzia beffardo il comunicato del Fabric che accompagna il mix introduttivo di Murlo alla sua grand entré live, l’8 agosto 2014, al Fabric di Londra. Lui in consolle sale sponsorizzato dai ragazzi della crew Butterz capitanata da Elijah & Skilliam, etichetta, slot fisso su Rinse e soprattutto faro della comunità grime londinese (e britannica tutta) prima che la citata serata di culto, nata lo scorso anno, scuotesse vingorosamente, rinvigorendolo e ringiovanendolo, l’intero comparto. Già perché alcuni dei tune più rappresentativi di questa entusiasmante nuova ondata grime 2.0, analizzata in uno speciale su queste pagine, “alcuni dei pezzi più carismatici”, continua pimpante la nota, “che Slackk, Mr Mitch e Logos hanno passato nelle loro serate”, sono proprio di questo ragazzo.

Il toni sono ovviamente propagandistici ma non lontani dalla realtà: a parte Mumdance, che è un po’ il fuoriclasse della situazione, il ragazzo delle Midlands è uno dei nomi più caldi emersi negli ultimi mesi tra le serate del club dell’East London e le pagine di Fact Magazine. Se c’è da fare un nome è proprio il suo. L’altro, a ruota, è Dark0, e naturalmente ce ne sarebbero anche altri che esulano dalla nostra analisi. Restringiamo qui il campo ai citati e a Inkke, Slackk, Mr. Mitch, Moleskin, con le relative uscite, perché, a nostro avviso, sono i più rappresentativi di ciò che si sta muovendo in ambito allargato grime e, ciò che più conta, i più indicativi riguardo ai segnali più forti che provengono dalla sempre affollata e competitiva scena.

Ancora Murlo è importante per essersi posto nel mix in questione – e in quello pubblicato per Fact a inizio anno – come un ponte tra i progressisti del Boxed e Butterz, e dunque tra grime, UK funky e radici garage correlate. Da un forte impianto di UK funky, del resto, vengono moltissimi nuovi producer come Beneath, Alex Coulton e, non a caso, Inkke, Slackk, Murlo. Diverso il caso di Moleskin, che in passato si è dato anche a rivistazioni Baltimore oltre che refix di Wiley, e qui, con Satin House, rientra perfettamente nel cerchio. Tra i suoi trascorsi, peraltro, anche l’r’n’g (unione di r’n’b e grime, sub genere che condivide con i ragazzi della sua Goon Club Allstar – vedi anche MissingNO) e, su quest’ultimo versante, torniamo a citare Dark0, altro appassionato di hip hop e storie americane.

L’aspetto più interessante che accomuna tutte queste energie e, in media, buoni (se non ottimi) dischi, è il gusto per un’esplorazione melodica ai sintetizzatori che travalica gli steccati di genere e apre nuove prospettive, strade personali d’espressione, via all’immaginazione oltre che alla memoria. E’ musica che parte dal grime e magari qui ritorna – perché è salutare sapere da dove vieni e dove puoi tornare – ma è anche musica che semplicemente diventa espressione di sé e non solo ricerca del pezzo che spacca all’interno di un noto gioco di regole. Ecco perché non risulta affatto azzardato tracciare ponti con le narrative idm e lo sci fi dei 90s, con la musica dei 70s già ripresa da Kuedo o con quella degli 80s inforcata da Mike Paradinas e, proseguendo lungo lo spettro, con quel lungo e inesorabile avvicinamento all’r’n’b e al pop americano (vedi anche Hyperdub 10.2) che possiamo grossomodo far iniziare con Timbaland e la fine dei ’90.

Paradinas torna nella nostra analisi sia per un 12” sotto Mu-Ziq, Rediffusion, sunto di un mixtape uscito nel 2013 ricco di ottime melodie sotto forma di ricordi d’infanzia, e soprattutto per un mix pubblicato per XLR8R, il 12 agosto di quest’anno, che non solo contiene tracce inedite del citato Mr. Mitch e Kuedo (entrambi anche sotto Planet Mu tra le altre cose), ma apre a tutta una serie di proposte che dalle trasognate spiagge (post-) glo-fi, portano al post-ringtone, alla soundcloud label Pc Music e alla candy pop music da cameretta, musica quest’ultima fatta da giovani producer laptop dipendenti che hanno trovato nel giro di Glasgow – e magari nella trap fanciullesca dei Purity Ring – una via immediata alla pennata melodica sporcata d’elettronica cheap e trash (manca Sophie, chiaro, ma per i ritorni a Window Licker ci sarà spazio più avanti…).

Dal sinogrime e dalle riprese dell’eski del 2012-2013, arriva dunque una nuova fase per il grime schiumato dal Boxed e da label quali Glacial Sound, Lost Codes, Oil Gang, Goon Club Allstar e Gobstopper, una lingua che parla ancora di flauti di pan sintetici à la Fatima Al Qadiri, carica ancora varie armi e pistolame su sincopati molto dodge, ma torna con molta più attenzione al discorso melodico, alle possibilità narrative e al melange r’n’pop.

Palm Tree Fire di Slackk, il producer che negli ultimi mesi si è più documentato sui nuovi producer grime sfornando mix a cadenza mensile, è una stanza di specchi, un labrinto di etniche flore e cinematiche faune, la più solida e matura tra le proposte qui trattate. 16 episodi in esplorazione ad ampio spettro tra oriente sinogrime e i 70s, dalla uk funky alla vaporwave, il tutto pensato per bene, lasciato sendimentare. Un disco di sintetiche melodie e ritmi spezzati, senza tempo, non facile e fuori dalle mode (7.1/10).

Sempre sul versante world citiamo Grime Light di Jt The Goon, producer di cui si sa davvero poco, che su Twin Warriors EP (7.0/10) sperimenta tocchi sitar e altre perlustrazioni attorno al mondo a base di r’n’g. Succede anche nell’EP collaborativo con Murlo, Garden of Eden EP (7.0/10). Inkke, invece, è piuttosto eclettico passa da pezzi synth sci fi a pastoralismi gansta nel buon Crystal Children EP (7.0/10). E spostando lo sguardo e le orecchie dove la melodia è sempre più in primo piano, ecco che Strict Face propone un buon dittico di sognanti paesaggi: Fountains / Highbury Skyline (7.1/10). Per questa via, Dark0, con Fate, un EP ispirato da hip hop e videogame, non può mancare in discografia quest’anno. Ottimo il lavoro sui suoni della tracklist tra l’altro. Il suo è uno dei 12” meglio prodotti in quest’ambito finora ed inoltre, grazie al suo distinto gioco ritmico grimey, l’avvicinamento alle rotondità pop, alla cinematica e al continuum idm melodico, è l’ideale ponte per tornare sul mix di Paradinas (7.2/10).

Il boss di casa Planet Mu è uno che quattro anni fa accendeva la miccia footwork e oggi  – anche con la moglie in Heterotic – è immerso nelle possibilità del linguaggio dei synth e nei profumi del pop degli 80s. In scaletta, tra le arie adulte di Konx-om-Pax (l’inedito Last Jam Forever) e Kuedo (con ben 5 brani inediti) in cui s’inserisce perfettamente la pensosa proposta simil-overture dell’EP Satis House di Moleskin, in uscita su Keysound, non sorprende trovare gli zuccheri “o li ami o li odi” di Pc Music, cricca che sta alzando un certo buzz negli ultimi mesi e che qui comprende quattro produzioni di A. G. Cook (Close Your Eyes), Hannah DiAmond (Attachment e Pink and Blue), Danny L. Harle (Broken Flowers). Un terreno d’azione su perno pop assaltato da break-sincopati, elettronica giocosa e infantile, house memorabilia FM come se dietro agli schermi LCD ci fossero i corrispettivi femminili di Rustie e, al posto dei continuum elettronici dei ragazzi, ci fosse un misto di twee, karaoke à la Lost In Translation ed elettronica commerciale dei 90s.

La post-ringtone è in un certo senso il complemento del grime 2.0, un disimpegno comprensibilmente fastidioso ma anche un sano momento frivolo/distensivo all’ingegno dei grimer di nuova generazione.

1 Settembre 2014
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