• feb
    05
    2016

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Diagonal

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Alessio Natalizia, con il suo ottavo disco a nome Not Waving, fa tabula rasa dei precedenti lavori per approdare a una forma di EBM/minimal synth wave che rilegge a suo modo i lavori di Absolute Body Control e Cabaret Voltaire (era The Crackdown) mescolandoli però con suggestioni acid techno ed elettronica UK contemporanea. Il risultato si avvicina molto alla ricerca retro-futurista e “analogista” portata avanti da artisti come Celldöd, ma anche ad un approccio al club stile Powell. Non a caso Animals è uscito il 5 febbraio 2016 per l’etichetta gestita da Powell e Jaime Williams, anticipato dal singolo (e relativo video) Get Serious che ha posto un po’ le basi del nuovo corso del progetto con un brano al fulmicotone, tarato per un “noisey” dancefloor, non scevro da una certa autoironia.

La passione archeologica per vecchi sintetizzatori e roland drum machines non impedisce al musicista d’origine abruzzese, da diversi anni trapiantato a Londra, di intravedere un futuro per un’elettronica che ha oramai abbattuto gli steccati tra la musica d’ascolto e i richiami diretti a pulsioni corporali sintetiche cariche di grinta post punk: si ascolti la traccia dal significativo nome Head Body. Per intenderci, siamo dalle parti di un approccio diretto al club stile Helena Hauff, in cui convivono felicemente elementi techno elettro-teutonici e remix dei brani dei Pankow.

In brani come Belive, I Know I Know I Know e Face Attack, emerge prepotentemente un approccio EBM fuso con l’acid techno, cui è impossibile rimanere indifferenti. Rispetto a un suono techno UK stile Perc Trax, Animals è senz’altro più focalizzato su un versante di sperimentazione sintetica, con un gusto per il sampling di chiara origine industrial, elemento utilizzato spesso anche da Powell (scatenando di recente anche una divertente querelle con Steve Albini). Se il campionamento dei Big Black utilizzato da Powell aveva un po’ il sapore di un omaggio al gruppo statunitense, i campionamenti di Natalizia hanno un senso notevolmente più “distopico” e disturbante, come avviene in 24, dove ascoltiamo un frammento di un’intercettazione realizzata in occasione delle indagini per Mafia che hanno coinvolto l’ex premier italiano Silvio Berlusconi e il suo faccendiere Dell’Utri. Questo modo di usare i campionamenti s’inserisce in una tradizione di cut-up alla William Burroughs che è stato ampiamente utilizzato dai gruppi della Wax Trax! Nel disco non mancano incursioni in territori “altri” come, ad esempio, nel brano Tomorrow We Will Kill You, dove suggestioni wave e post rock si mischiano ad un certo sound kraut, oppure nel dark ambient di Punch e nel richiamo ai primissimi Cabaret Voltaire e a un certo early industrial in Presenza Immobile.

Le due ottime digital bonus tracks (28 e 02) recuperano invece una dimensione da pista EBM 80’, futuribile e a base di convincenti groove sintetici, come ad ufficializzare il nuovo corso intrapreso dal progetto di Natalizia che cavalca l’onda, navigando in acque sempre più interessanti. Del resto, Natalizia aveva realizzato nel 2013 un eccellente lavoro archeologico con la sua compilation Mutazione: Italian Electronic & New Wave Underground 1980-1988, proprio andando a riscoprire il ricchissimo bacino musicale (decisamente più famoso all’estero che in patria) di eclettica sperimentazione elettro-wave del Bel Paese, di cui qualche eco si ode anche nel suo ultimo lavoro. 

13 Febbraio 2016
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Cabaret Voltaire

#7885 (Electropunk to Technopop 1978 – 1985)

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