Recensioni

7.2

Al quinto album in un decennio di attività, Mike Hadreas in arte Perfume Genius lo attendevamo a braccia aperte, tra i songwriter più vibranti della sua generazione. Sì, le aspettative nei suoi confronti si sono nel frattempo alzate a dismisura.

L’esordio Learning, con toni confessionali ed eterei, si poneva in scia Antony and The Johsons e DM Stith, magari non super originale, senz’altro di interessante spessore. Put Your Back N 2 It alzava successivamente la posta in gioco aprendosi verso l’esterno e presentandosi come un’elegia impressionistica in più episodi, sviluppata sempre con il principale ausilio del pianoforte. Il salto è arrivato con Too Bright, capace sia di veicolare in maniera più “forte” la figura queer del suo autore, sia di movimentare le acque con un più energico e accattivante indie pop-soul dall’attitudine glam (si riascolti l’indimenticabile singolo Queen).

Da non sottovalutare poi il precedente No Shape, in sapiente equilibrio tra irrequietezza dark e grazia arty. Questo nuovo Set My Heart On Fire Immediately ne condivide la gestazione, essendo stato registrato nella Los Angeles in cui l’artista statunitense si è trasferito nel 2017 assieme al compagno e collaboratore Alan Wyffels, ancora una volta con la produzione di Blake Mills. Tra i musicisti coinvolti ci sono Jim Keltner, Pino Palladino e Matt Chamberlin. Adesso il mood è in generale più solare, diremmo persino rinascimentale in virtù dell’oculato ricorso alle orchestrazioni, sebbene una certa polvere di inquietudine resti sempre sul fondo del bicchiere, non importa che sia pieno o vuoto: Leave, un sogno da carillon via via fantasmatico, ne è perfetto esempio, così come il cupo singolo apripista dal piglio desert rock Describe, con tanto di distorsioni e slide guitar filo-country. L’album, infatti, se da una parte approfondisce tematiche ormai imprescindibili (il sovvertimento dei tradizionali ruoli di genere, stereotipo della mascolinità incluso), dall’altra omaggia le radici americane, dunque quanto di più tradizionale possa esserci (senza arrivare alla palestra Scott Walker o al West 2.0 di Daughn Gibson, di recente pensiamo alla missione attuata da Christopher Owens con A New Testament e da molti, molti altri). Perfume Genius lo fa con grande carisma, però, tanto che brani come On The Floor e l’enfatico Your Body Changes Everything – il rapporto con la fisicità e la danza, in evidenza nei videoclip diretti in autonomia, è stato sviscerato l’anno scorso nello spettacolo The Sun Still Burns Here – riescono a mixare mitologia classica ed esperienze vissute sulla propria pelle, sonorità più acustiche e arrangiamenti moderni, che non si fanno mancare la pulsazione dei bassi e l’incedere serpeggiante dei synth. Il diretto interessato ha spiegato che l’obiettivo era sentirsi più libero, Cuore selvaggio – da qui anche il titolo Set My Heart On Fire Immediately – nelle terre della propria ispirazione e che il lavoro in questione si pone come un qualcosa di «caloroso, premuroso e rassicurante» nel caos e nell’instabilità innescate dal vivere umano. Nel tentativo di passare dalle tenebre alla luce, viene in mente l’amica Soap&Skin di From Gas To Solid / you are my friend.

La ballad Whole Life e la mini-pièce Some Dream sono degne di un Rufus Wainwright, Without You si pone tra ricca melodia e folk in possibile sintonia con l’ultima Angel Olsen, Jason è un ritratto tratteggiato in punta di voce, Moonbend conserva un minimalismo a suo modo sperimentale prima di schiudersi in visione pastorale, Just A Touch è prima di tutto performance canora, Nothing At All gioca con il riverbero delle elettriche a dispetto di un ritornello un po’ cheap, One More Try è storytelling da sedia a dondolo sul portico immaginario delle praterie estive, Boroowed Light è chiusura rasserenante.

Set My Heart On Fire Immediately non sarà forse il miglior disco di Perfume Genius, ma è un altro bel capitolo della sua personale Passione.

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