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La dance music britannica sta vivendo un vitale ed estremamente interessante periodo di transizione“, afferma nella press Mumdance, ovvero Jack Adams, che, assieme a Pinch, è il protagonista di questo b2b. Tutto questo altro non è che una fotografia di cosa stia bollendo in pentola a casa Tectonic e per noi anche un gancio ideale, visti producer esterni coinvolti, per parlarvi di un’altra bella mappa di uscite che è CO.LD, compilation celebrativa a un anno dalla nascita di Cold Recording (l’ultima delle etichette dello stesso Rob Ellis che raccoglie il meglio delle produzioni di alcuni giovani pupilli lungamente collaudati sul dancefloor).

Poco da obiettare, l’elettronica che stiamo monitorando in questi mesi in Inghilterra è un laboratorio a cielo aperto che non conosce sosta, uno stordente caos di dub, grime, ardkore, ambient, techno, house, jungle ma anche una terra di mezzo dove un’idea techno rivive su basi squisitamente UK, imbevuta di tutto un portato di step tra cui lo UK funky, uno dei punti di partenza dello stesso Mumdance nel 2010 quando, a casa Mad Decent, trafficava con colorati ed incalzanti ritmi, spremuti poi a dovere dal solito Diplo.

Curioso il percorso di Adams, uno che in soli due anni è passato da un certo tipo di prospettive ed evoluzioni dance a un terreno di personale revisionismo ardkore con e senza Logos, quest’ultimo personaggio chiave che – come sappiamo – a casa Keysound ha sganciato lo scorso anno quella sfinge grime che è Cold Mission, ma anche il sodale amico con il quale in coppia il Nostro sfodera, proprio qui nel mix, pezzi come Legion nella versione VIPinch, in cassa dritta e attitudine rockish (vedi anche l’ultimo Tessela, Rough 2, su questo), oppure un’altra bordata borchiata come Noctis, tra bleep da sottomarino, charleston incalzanti e synth minaccioso in perfetto stile darkwave (come piace a Pinch). Ascoltando queste tracce nelle loro evoluzioni, imprevedibilità, e certo, pure ruvidezze (suoni in reverse, street sound, onde quadre, bleep ecc.), la sensazione di trovarci di fronte a un nuovo 92-94 del continuum ardkore è palpabile e non di meno eccitante. Già in Back To Eskimo Jungle puntavamo la lente su tutto un giro produzioni nu eski / grime 2.0 e una serie di ipotesi che rimettevano in gioco la jungle; qui stiamo su un altra declinazione: c’è la techno come “ombrello ideologico”, ma soprattutto c’è in atto qualcosa dai contorni ancora sfumati da osservare con attenzione perché tra poco diventerà altro e altro ancora.

Da questi movimenti, in passato, è sempre nato un nuovo genere ma, come ribadivamo, è proprio il proto-qualcosa ciò che più tiene viva una scena. Esaltante pertanto ascoltare le prodezze dei protagonisti della compilation Cold Recordings: Ipman (già avvistato in combutta con Kahn in vesti dubstep e dancehall), il mancuniano Acre (avvistato già sulla label di Visionist), Elmono da Cardiff e Batu del giro Bristol (con Asusu e molti altri), ventenni infuocati cresciuti a radio pirata, dubstep, uk funky e grime che liberano bestie come Burning Memories, crocevia manchesteriano (leggi Akkord) anche molto Kevin Martin, tra jungle, implosioni industrial hip hop e micro tocchi dubstep, oppure una Stairwells con quelle percussioni etno contrappuntate dub, oppure ancora la Ventricle di Ipman, come a dire i Sandwell District lavati in candeggina.

Tornando al b2b, da menzionare anche il techno remix del tedesco Shed, del nuovo pezzo di Pinch, Obsession. Un panzer che ritroviamo anche nella Ghostrunner di Ipman. Interessante osservare anche il lavoro di Mumdance per differenza rispetto all’ormai iconico tocco glaciale di Logos o alla mano nera di Ellis. The Sprawl di Adams è un gancio all’estetica eski circuitata con mentalità ardkore, come la Sinners di Alex Coulton (altro personaggio da non lasciarsi scappare, primo peraltro ad avere l’onore di inaugurare la Mistry) è un riportare l’uk funky nell’oscurità dell’estetica del primo dubstep, operazione che Beneath ha fatto fin dall’inizio, sempre nel citato 2010, ovvero l’anno in cui Pinch pubblicava Croydon House. L’inizio – uno degli inizi – della grande transizione.

3 Luglio 2014
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