“Barrel of a Gun”. Morte e resurrezione dei Depeche Mode (e di Dave Gahan)

Barrel of a Gun fu il singolo del ritorno e in un certo senso della resurrezione dei Depeche Mode. La band era assente dalle scene dal 1994 (del 10 gennaio è la pubblicazione del singolo In Your Room, ultimo estratto da Songs of Faith and Devotion) e le prospettive di un ritorno non erano affatto rosee. Alan Wilder, ormai alle prese con un esaurimento nervoso a causa dei comportamenti dei suoi bandmate, decide di lasciare la band e lo comunica ufficialmente il 1° luglio 1995, giorno del suo 36esimo compleanno). Martin Gore, mente creativa della band, è sempre più vittima dell’alcolismo, ma il peggio arriva il 28 maggio 1996, quando Dave Gahan va in overdose da speedball in un hotel di Los Angeles che ne provoca la morte clinica per circa tre minuti, prima di essere rianimato. I Depeche Mode sembrano finiti, di sicuro sono al collasso e le registrazioni del nuovo album compromesse.

Gahan tuttavia, dimostrando una forza d’animo senza precedenti, si farà ricoverare in una clinica di recupero dove si disintossicherà in tempo per tornare in studio di registrazione per ultimare quello che dovrà essere indicato come l’album della rinascita: Ultra.

«What do you expect of me? / What is it you want? / Whatever you’ve planned for me / I’m not the one»

Il primo singolo che lancia l’arrivo del nuovo lavoro è simbolicamente Barrel of a Gun. Leggenda tutta italiana vuole che l’incipit del brano («Do you mean this horny creep / Set upon weary feet / In need of sleep / That doesn’t come?») corrisponda alle prime parole pronunciate da Gahan al risveglio dall’overdose, ma in realtà si tratta di un profondo scavo psicologico a opera di Martin Gore, che riflette sull’evidente stato di difficoltà personale e della band, dopo la quasi morte del frontman, l’uscita di Wilder, l’alcolismo dello stesso Gore e i problemi di depressione di Andrew Fletcher. Questo ne fa uno dei pezzi più cupi dell’intero repertorio dei Depeche Mode, che tornano in pompa magna arricchendo ulteriormente il loro sound di sonorità tipicamente industrial, come da periodo storico.

Il singolo esce il 3 febbraio 1997 e arriva accompagnato dal videoclip dell’inseparabile Anton Corbijn, il quale dopo una prima parte nella quale alterna l’agonia del protagonista – impersonato dallo stesso Gahan – immerge la sua narrazione nel tipico bianco e nero, sua inconfondibile cifra stilistica; in questa seconda parte, girata in Marocco, l’unico a essere “sveglio” è proprio Gahan (in quanto ha degli occhi dipinti sulle palpebre), mentre Gore e Fletcher sono dormienti. Tuttavia, il protagonista è tormentato da qualcosa di invisibile e vive nella costante sensazione di essere osservato. Barrel of a Gun schizzò al quarto posto nella classifica britannica, con Ultra che diverrà uno degli album più apprezzati dell’intera carriera dei Depeche Mode.

Per i precedenti episodi della rubrica dedicata ai videoclip storici, vi rimandiamo a Dandy Warhols, Public Enemy e Fatboy Slim.