Mentre in Italia ci accingiamo a scoprire cos’ha in serbo il Presidente del Consiglio Conte nel suo nuovo Dpcm, nel Regno Unito – con più di 20mila casi di COVID al giorno – stanno per riaprire la O2 Arena di Londra ai concerti in presenza.
Sabato 5 dicembre, infatti, dopo nove mesi di chiusura, la storica venue londinese riaprirà i battenti con il concerto degli Squeeze. Per l’occasione, la capacità della location sarà ridotta a meno di un quarto di quella massima, e cioè a soli 4700 spettatori – che potranno acquistare i biglietti a partire da venerdì – per permettere il giusto distanziamento interpersonale.
«Siamo entusiasti di annunciare che dopo 9 mesi senza eventi, il 5 dicembre si terrà il nostro primo concerto distanziato con la band londinese degli Squeeze», si legge in un tweet ufficiale della venue:
We're excited to announce that after 9 months without events, our first socially distanced gig will be held on 5 December 2020 with London band Squeeze
Find out what we’re doing to keep you safe here https://t.co/sMleqfsUb0
Tickets on sale Friday 10am https://t.co/brBYPVFBPA pic.twitter.com/dhT3Z7wVos
— The O2 (@TheO2) October 5, 2020
Inoltre, sul sito dell’Arena c’è una presentazione di come è stata riorganizzata la struttura in ossequio alle nuove disposizioni. In particolare, tra le altre cose, si deve indossare la mascherina per tutto il tempo in cui si è dentro, ad eccezione di quando si mangia o si beve (cibo e bevande si possono preordinare online tramite app). Biglietti cartacei e soldi in contanti sono invece banditi: il ticket sarà solo digitale e i pagamenti potranno essere fatti solo con carta di credito.
In Inghilterra, la cosidetta fase 4 è iniziata da agosto, con la riammissione dei concerti indoor, il che ha reso quasi superflua la ventilata realizzazione di una nuova arena solo per concerti distanziati di cui si parlò a inizio luglio. Il tema dei concerti al tempo del Coronavirus è molto dibattuto. Negli scorsi mesi vi abbiamo riportato di come nel mondo si stiano studiando tutte le soluzioni possibili, dai concerti drive-in a quelli bike-in, a quelli a domicilio, anche se pure negli USA si è tornati a quelli veri. Ovviamente, i concerti per cui non si è riusciti a trovare soluzioni compatibili con le norme di sicurezza sono stati cancellati o posticipati, ma la cosa adesso non riguarda solo il 2020 perché c’è addirittura chi, come i Mogwai, di recente ha cancellato un tour previsto per l’anno prossimo.