Si sa, Nick Cave è molto attivo sul suo blog, The Red Hand Files. Dalle sue pagine i fan hanno potuto ricevere risposta alle domande e curiosità più svariate ottenendo inoltre consigli su come uscire da una crisi creativa o su come immergersi nella sua musica. C’è stato anche chi è stato messo al suo posto per aver espresso giudizi omofobi sul pubblico del musicista e tanto altro, tra cui – interessante novità degli ultimi due interventi – una lettera in risposta a un fan a proposito dei suoi chitarristi preferiti che ha finito per includere una novità sul fronte Grinderman.
Raccontando delle passioni giovanili per il progressive rock britannico (Pink Floyd, Jethro Tull, Procol Harum, Yes, Emerson, Lake and Palmer), Cave si è ricollegato a Heathen Child, brano contenuto nell’album Grinderman 2. Questo perché non solo lo considera molto vicino alla musica con cui è cresciuto e che ancora oggi considera fondamentale, ma anche perché nella sua versione estesa (intitolata Super Heathen Child) è stato coinvolto proprio Robert Fripp dei King Crimson («Ad oggi, Robert Fripp e David Gilmour sono dei giganti per me e continuano a essere tra i miei chitarristi preferiti di sempre»). Heathen Child è nella tracklist di Grinderman 2 e pertanto Re Inchiostro ci tiene a metter tra parentesi una frase che sa di voluto (auto)spoiler: «l’album è parte di una trilogia che ancora deve concludersi». Ergo: un terzo capitolo con tutta probabilità è nei piani del musicista. Ricordiamo che nel 2011 Cave aveva messo in pausa a tempo indeterminato il progetto affermando davanti al pubblico del Meredith Music Festival: «E’ finita. Ci vediamo tra dieci anni, quando saremo più vecchi e più brutti».
Su SA potete trovare gli ultimi aggiornamenti sullo stato dei lavori relativi al suo nuovo album, la recensione di Skeleton Tree, un lungo monografico dedicato all’artista firmato da Tommaso Iannini e le riflessioni di Stefano Solventi in merito alla diatriba sullo spinoso tema dei concerti in Israele. Per quanto riguarda invece i Grinderman, potete recuperare la recensione dell’omonimo album d’esordio, quella del suo diretto continuo (Grinderman 2) e quella della sua riedizione (ad opera di Antonio Cuccu).
