Tekashi 6ix9ine condannato a due anni di prigione

Fine della saga Tekashi 6ix9ine. Forse.

Fine della saga, o almeno così sembra. Tekashi 6ix9ine è stato condannato a due anni di prigione dalla corte di giustizia di Manhattan nel processo in cui era accusato di aver fatto parte di una gang criminale. La sentenza, emessa il 18 dicembre, prevede anche una multa di 35mila dollari a carico del rapper e 300 ore di servizi sociali. 6ix9ine, che – scrive Pitchfork – ha già scontato 13 mesi, sarà fuori di prigione, ma in libertà vigilata, per ulteriori cinque anni, intorno alla fine del 2020, anche se una data esatta per il suo rilascio non è stata ancora stabilita.

Durante l’udienza finale del processo, il giudice Paul A. Engelmayer – che, ha tenuto a precisare prima di emettere il verdetto, non è entrato nel merito dei testi di Tekashi o delle sue scelte artistiche, come quella di utilizzare i suoi compagni di gang in un videoclip – ha dato la parola a una ragazza rimasta ferita durante una sparatoria che vide coinvolto lo stesso Tekashi nel luglio 2018. La vittima, identificata solo come L.L., ha parlato delle conseguenze dell’incidente e di come la sua vita sia cambiata in seguito allo stesso: «Ho ferite sulla schiena, sul ginocchio e sul piede; e sto ancora facendo terapia. Pretendo che lui si scusi per quello che ha fatto», ha detto rivolgendosi al rapper, il quale è scoppiato in lacrime durante l’udienza prima di prendere la parola e scusarsi, appunto, facendo anche riferimento ai bambini malati terminali di cancro incontrati grazie a una fondazione prima del suo arresto: «Ho deluso quei bambini – ha affermato – come milioni di altri bambini, incluse le mie due splendide figlie con cui non parlo da quando mi trovo qui».

In aula era presente anche il padre biologico di Tekashi, che il rapper non vedeva da quando era piccolo. L’uomo – riporta sempre Pitchfork – ha alzato la mano per prendere la parola durante l’udienza ma il giudice non l’ha ammesso a parlare. Prima della sentenza, Tekashi aveva scritto una lettera al giudice pregandolo di essere clemente. Anche la pubblica accusa, in precedenza, aveva chiesto che la pena comminata fosse lieve. Soprannominato lo “snitch / spione” all’interno della comunità gansta (le diss tracks in questi mesi non sono mancate), 6ix9ine vorrebbe riprendere la sua carriera discografica. In queste settimane si è parlato persino di un nuovo contratto discografico a svariati zeri con la sua ex label, la 10K Projects. Firmato dal carcere? Secondo TMZ è tutto vero e in ballo ci sarebbero 2 album, uno in lingua inglese e l’altro in spagnolo.

L’ultimo album di 6ix9ine, DUMMY BOY, è uscito a novembre 2018. Su SA trovate una scheda dettagliata, l’ascolto dell’album e la nostra recensione a cura di Luca Roncoroni.

Tracklist

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