Tekashi 6ix9ine, per il pubblico ministero la pena dev’essere ridotta

Lettera del pm al giudice per raccomandare una condanna più lieve a Tekashi 6ix9ine.

Tekashi 6ix9ine, dopo l’accusa a suo carico di aver fatto parte di una gang criminale, è in attesa della sentenza definitiva prevista per il prossimo 18 dicembre. Il rapper – stando a quanto riporta Pitchfork – rischia un minimo di 47 anni di carcere, ma è probabile che la sua testimonianza resa al processo contro due suoi ex compagni di gang possa rendere più mite la pena. Anche perchè è lo stesso pubblico ministero Geoffrey S. Berman a sostenere una riduzione di pena per l’artista in una lettera fatta pervenire al giudice del caso.

Secondo il procuratore, «Daniel  Hernandez (il nome all’anagrafe di 6ix9ine, ndSA) ha fornito una visione critica della struttura e dell’organizzazione dei Nine Trey Blood (il nome della temuta banda malavitosa, ndSA), ne ha identificato i componenti e ne ha descritto gli atti di violenza a cui ha assistito personalmente o di cui ha sentito parlare da altri membri». Il rapper – si legge nel testo – «ha permesso di giungere tempestivamente alle condanne degli imputati». Nella missiva, inoltre, Berman sottolinea anche che le dichiarazioni messe a verbale da Tekashi contro i suoi due compagni di gang mettono a repentaglio l’incolumità sua e della sua famiglia.

Di recente, 6ix9ine (per il quale negli scorsi giorni è caduta anche l’accusa di aver tentato di strangolare un sedicenne) ha affermato di voler riprendere la sua carriera discografica, eventualmente anche rinunciando al programma di protezione testimoni.

Il suo ultimo album, DUMMY BOY, è uscito a novembre 2018. Su SA trovate una scheda dettagliata, l’ascolto dell’album e la nostra recensione a cura di Luca Roncoroni.

Tracklist

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