Condannato lo scorso dicembre a scontare una pena di due anni di prigione dalla Corte di giustizia di Manhattan nel processo in cui era accusato di aver fatto parte di una gang criminale e per il quale si era dichiarato colpevole di nove dei numerosi capi d’accusa, Tekashi 6ix9ine sarà ufficialmente scarcerato il 2 agosto 2020. All’epoca della sentenza aveva già scontato 13 mesi ma si è visto decurtare ulteriori giorni di prigionia per via della buona condotta mostrata durante il periodo detentivo. È stato un «detenuto modello», riporta l’avvocato Dawn Florio (fonte: Complex).
6ix9ine è stato arrestato a novembre del 2018 e da allora ha iniziato a collaborare con la giustizia. La sua testimonianza contro i membri della gang Nine Trey Gangsta Blood, Aljermiah “Nuke” Mack e Anthony “Harv” Ellison, è stata importante per il loro arresto (i due sono stati processati con le accuse di criminalità organizzata e cospirazione nello spaccio di stupefacenti), con la Corte a ringraziarlo apertamente per il suo contributo, cosa che non è andata giù ad una parte dalla comunità gansta rap, che ha preso le distanze dal rapper con post via social media e diss tracks.
Per il dettaglio sul processo vi rimandiamo a una precedente notizia. L’ultimo lavoro del trapper, DUMMY BOY, è uscito a novembre 2018. Su SA trovate una scheda dettagliata, l’ascolto dell’album e la nostra recensione a cura di Luca Roncoroni.