Flow

Flow #52 – Astronauta al mare

Per la nostra consueta playlist settimanale il palcoscenico è inaugurato dal nuovo interessante singolo di Björk, The Gate. Il suo nuovo album, Utopia (co-prodotto da Arca) uscirà a novembre con concept opposto rispetto al precedente lavoro: se Vulnicura rifletteva sulla fine di una relazione, Utopia si concentrerà sull’amore e sui «nuovi incontri», ha dichiarato di recente l’artista islandese. Il fido Andrew Thomas Huang ha diretto il clip assieme a un team di collaboratori, con Björk ad indossare un abito di Gucci disegnato da Alessandro Michele e confezionato in “sole” 870 ore. Anche dopo quasi quarant’anni i Depeche Mode sembrano avere ancora qualcosa da dire e da insegnare agli altri. Lo dimostra Cover Me, terzo singolo estratto dal loro quattordicesimo album Spirit (recensito qui da Diego Ballani), un triste e malinconico brano accompagnato da un video in bianco e nero diretto da Anton Corbijn: l’astronauta Dave Gahan si trova ancora in tuta per le strade di Los Angeles ma c’è qualcosa che non va, sente che il mondo attorno a lui non è il suo e non gli appartiene; afflitto, si siede su una panchina di fronte a una spiaggia, sogna o ricorda di quando era nello spazio, un’altra vita, e, alzandosi, cammina verso il mare. Ennesimo estratto da Three Futures è Helen In The Woods, singolo di Torres aka Mackenzie Scott. L’artista statunitense si affida nuovamente a Ashley Connor per la regia, come era precedentemente successo nei clip di Skim e Three Futures, ma discostandosi dalle ambientazioni di entrambi ambienta il clip in un bosco al buio immergendolo in un’atmosfera cupa e ansiogena.

Archy Marshall ritorna con l’alias più famoso, ovvero King Krule. Dopo 6 Feet Beneath The Moon (qui lo ha recensito Riccardo Zagaglia) e A New Place To Drown (questo firmato col suo vero nome e recensito da Marco Braggion), The OOZ è l’album che comprenderà i singoli Czech One e il qui presente Dum Surfer. Avvalendosi di Brother Willis per la regia, nel clip si vede il cantante entrare in un club pieno di brutti ceffi in barella, quasi degli zombi a giudicare dalle facce. Christine è il nuovo videoclip diretto da John Carpenter che anticipa l’uscita della raccolta Anthology: Movie Themes 1974-1998 realizzata insieme al figlio Cody e al nipote, Daniel Davis, già al lavoro su Lost Themes e Lost Themes II. La nuova pubblicazione, che comprende i temi di, tra gli altri, The Fog, Assault on Precint 13, Escape from New York e The Thing, arriverà il 20 ottobre 2017 (via Sacred Bones) e sarà promossa da un tour in partenza da Las Vegas il 29 ottobre. Nel clip lo stesso Carpenter si trova alla guida della sua Christine (la macchina infernale). Restiamo in ambito 80s col nuovo video dei danesi Liima, band del roster City Slang in uscita a novembre con l’album 1982. Il clip, diretto da Baby Duka, si riferisce alla title track del lavoro e rimanda, a livello di immaginario, alle produzioni in computer grafica del decennio edonista.

Entriamo nei confini nazionali per un paio di novità: iniziamo dall’elettronica di Capibara, nome d’arte del producer romano Luca Albino. Il nuovo singolo Chat Gyal fa il paio con Fantino (uscito a maggio); due pezzi che saranno alla base di un album prossimo venturo che lo stesso Capibara annuncia come diverso rispetto ai precedenti. Il video è caratterizzato da un formato quasi quadrato e dalla presenza di un unico attore da cui la telecamera si allontana gradualmente. Egli incarna un androide e un punto di vista esterno rispetto all’umanità: in sovraimpressione scorrono frasi tratte da Ghost in the Shell: Innocence, film d’animazione del 2004 la cui protagonista è appunto un cyborg. Il trend topic della settimana è il nuovo brano di Liberato, il misterioso e acclamato producer napoletano di Nove Maggio e Tu T’e Scurdat’ ‘E Me. Nel giorno di San Gennaro è uscito il nuovo clip Gaiola Portafortuna, dalle sonorità tropicali che si rispecchiano nelle immagini curate ancora una volta da Francesco Lettieri. Una sorta di “canzone dell’estate” uscita alle soglie dell’autunno, che rovescia nel titolo la leggenda legata all’Isola di Gaiola (visibile nel finale). Si tratta di due isolotti del Golfo di Napoli uniti da un ponte: coloro che ci hanno abitato hanno subito destini tragici, tanto da far meritare al luogo un’aura maledetta. Sulle nostre pagine è presente anche un approfondimento sul fenomeno Liberato, a cura di Luca Roncoroni.

La decisione di Shamir di ritirarsi dal mondo della musica si è infranta quando ad aprile è ricomparso pubblicando a sorpresa Hope, album successore di Ratchet del 2015. Oggi abbiamo la prova che le sue intenzioni sono più che motivate, dato che a novembre uscirà un terzo album intitolato Revelation via Father/Daughter, etichetta di sua proprietà. Questo nuovo capitolo musicale è anticipato dal video del singolo ‘90 Kids, diretto dall’artista digitale James Thomas Marsh e ampiamente ispirato dall’estetica Windows ‘95, con tanto di finestre contenenti celebri tt/bt meme a riportare il testo della canzone rigorosamente in font impact; elementi distanti decenni tra di loro, ma decisamente familiari per tutti i figli degli anni ‘90. Il connubio tra la musica e il video di Skyline dei Broken Social Scene è perfetto: nel clip, diretto da Kevin Drew, il loro stesso frontman e immagini cucite su misura raccontano l’amicizia tra il co-fondatore Brendan Canning e il fotografo Dimitri Karakostas. Un legame che si districa tra le strade di Toronto, costellato di eventi quotidiani e singolari, come un giro in skate, una visita dentistica e la partecipazione a un curioso gruppo di sostegno dove si elogia il burro d’arachidi. Il loro ultimo album Hug of Thunder è stato pubblicato quest’anno e recensito su queste pagine da Fernando Rennis.

Per la parte finale della playlist ci siamo riservati due clip che evocano un velato misticismo e un legame stretto con la natura: in Big World dei Cloakroom assistiamo a un rituale pagano, sospeso tra chitarre eteree e immagini caleidoscopiche, mentre Dream About A Miracle del finlandese Mikko Joensuu, è caratterizzato da un’accurata ricerca per la simmetria, in cui riprese statiche si alternano a piani sequenza di paesaggi naturali. Il brano è estratto dal recente album del musicista, Amen 3, capitolo conclusivo di una un’intima e biografica trilogia solista, preceduta da due lavori pubblicati nel 2016.

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