Migliori serie TV 2017. La classifica di SENTIREASCOLTARE

Un anno fa in questa stessa sede parlavamo di rinascita e declino della serialità televisiva, con la peculiare e anomala situazione in cui lo spettatore si ritrovava a godere da un lato della forte autorialità di determinati prodotti lontanissimi dal mainstream eppure capaci di catalizzare l’attenzione e di annullare tutto il resto; dall’altro, l’emergere di sempre più prodotti che si premurassero di accontentare il più vasto pubblico possibile, finendo invece per generare il risultato contrario. Ebbene, questo 2017 si è mantenuto sulla stessa falsariga. Un anno in cui la guerra tra network tradizionali e piattaforme streaming si è maggiormente intensificata producendo alti degni di nota e bassi fragorosissimi. Il fatto che in questa selezione non ci sia un vero e proprio network vincitore certifica la diversificazione dell’offerta e la qualità medio alta che ognuno dei produttori riesce a raggiungere; la vera differenza, semmai, la fa chi davvero ha osato prendersi dei seri rischi e, quindi, chi magari secondo previsione poteva registrare una sonora caduta, ma che per qualche strana ragione ha incontrato il favore del pubblico (dimostrando che il trattare lo spettatore da persona più che intelligente porta i suoi frutti).

Il 2017 è stato indubbiamente l’anno del fenomeno mediatico e sociale Twin Peaks, il quale, se negli anni Novanta servì da forza motrice per la stragrande maggioranza dei successi televisivi degli anni a venire, in questa sua nuova veste (The Return) si propone il compito di svecchiare la mente di chi osserva con qualcosa di certamente inedito, bloccando sul nascere le vane speranze che la parola revival porta con sé. Di ritorno dietro la macchina da presa a undici anni da INLAND EMPIRE, David Lynch schiaffeggia tutti coloro i quali si aspettavano di vedere un ritorno alle atmosfere dell’originale, centellinando nel migliore dei modi l’elemento nostalgia, e dimostrando ancora una padronanza del mezzo cinematografico (traslato e rimasticato sul piccolo schermo) che annulla in un baleno lo iato a cui avevamo ormai fatto l’abitudine. Lynch è tornato e con lui Twin Peaks, nella veste più inquietante e affascinante possibile.

Tanti i saluti che abbiamo vissuto in questa annata, tutti più o meno degni di nota e che hanno trovato nella loro conclusione un canto del cigno inaspettatamente sofferto. Si va così dall’addio a Girls, che dopo sei intensissime stagioni cala il sipario sulle (non più) giovani protagoniste delle strade newyorkesi, a quello più metafisico di The Leftlovers, la cui terza stagione è in scioltezza la migliore della serie, quella in cui il talento altalenante di Damon Lindelof raggiunge una maturità solida che ci fa ben sperare per il suo prossimo progetto (il difficilissimo adattamento di Watchmen, sempre per HBO). Come non parlare poi di due dei prodotti migliori che hanno saputo raccontare per immagini le trasformazioni di costume degli anni Ottanta – no, Stranger Things non c’entra nulla – ovvero, Halt and Catch Fire e Red Oaks. La prima ci ha proiettati fin da subito ai primordi della rivoluzione tecnologica che avrebbe cambiato per sempre il nostro modo di vivere e di pensare; la seconda ci ha fatto rivivere quel decennio spensierato e insieme carico di pregiudizi insieme a un giovane appassionato di cinema e all’amore/devozione per un campo estivo.

Spazio anche per gli esordi inaspettati, che schizzano direttamente ai primi posti della classifica. Ce n’è per tutti i gusti: dal thriller psicologico mascherato da racconto superomistico (Legion) all’analisi delle menti dei serial killer più efferati d’America (Mindhunter), che ci ricorda perché David Fincher è uno dei migliori registi in circolazione, capace di creare azione e tensione perfino da una serie che fa dell’immobilità il suo motore principale. Come non parlare poi dell’ennesimo tassello con cui David Simon continua a comporre il suo mosaico sull’America, scavando a fondo nella genesi della industria pornografica (The Deuce) per restituirci ancora una volta un quadro fatto di violenza e avidità. Una menzione d’onore la guadagna anche il sopraffino ritratto della femminilità consegnatoci da I Love Dick, serie Amazon tratta dall’omonimo romanzo di Chris Kraus – uno degli esperimenti più riusciti della stagione.

Si chiude, infine, con le conferme in grado di superare le aspettative: dalla seconda stagione di Master of None, capace di trattare il sentimentalismo con un’originalità sconcertante, in cui trova spazio una riflessione sul razzismo molto più matura dell’esordio, alla terza scoppiettante stagione di Better Call Saul, in cui il nostro anti-eroe preferito ci porta con sé attraverso una giostra d’emozioni in grado di toccare ogni corda dell’animo umano. Dopo una seconda mandata di episodi che ci aveva lasciato un po’ interdetti, Mr. Robot si riconferma quel fenomeno mediatico che è a tutti gli effetti: in questa terza stagione i problemi in fase di sceneggiatura non vengono del tutto risolti, ma la regia ha una potenza intrinseca invidiabile che eleva il prodotto a un livello superiore.

Di seguito potete leggere la classifica delle migliori serie TV del 2017 secondo SA. Sempre su queste pagine potete inoltre consultare le nostre classifiche album definitive pubblicate il 1 gennaio 2018.

  1. Twin Peaks: The Return (Showtime)
  2. Mindhunter (Netflix)
  3. Better Call Saul (Netflix)
  4. Legion (FX)
  5. The Deuce (HBO)
  6. Master of None (Netflix)
  7. The Leftlovers (HBO)
  8. Fargo (FX)
  9. Girls (HBO)
  10. Black Mirror (Netflix)
  11. Mr. Robot (USA Network)
  12. BoJack Horseman (Netflix)
  13. Halt and Catch Fire (AMC)
  14. Red Oaks (Amazon)
  15. I Love Dick (Amazon)
  16. Dark (Netflix)
  17. One Mississippi (Amazon)
  18. The Handmaid’s Tale (Hulu)
  19. Godless (Netflix)
  20. GLOW (Netflix)
31 Dicembre 2017
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